Aumento IVA al 25,5%: evitabile solo con nuove tasse?

E’ possibile scongiurare l’aumento progressivo dell’IVA e a quale prezzo? Dobbiamo aspettarci nuove tasse

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E’ possibile scongiurare l’aumento progressivo dell’IVA e a quale prezzo? Dobbiamo aspettarci nuove tasse

La ‘clausola di salvaguardia contenuta nella Legge di Stabilità prevede un aumento IVA graduale e inesorabile. L’aumento è automatico e quindi scatterà da solo se non interverranno norme, decreti o provvedimenti ad hoc per frenarlo.

Aumento IVA: dal 2016 al 12%

Secondo le previsioni originarie l’aumento dell’IVA avverrà in tre fasi: dal 10 al 12% nel 2016, al 13% nel 2017 e dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 ed al 25,5% nel 2018. Per frenare questa avanzata l’esecutivo deve trovare 10 miliardi di euro in meno di 9 mesi. Lo scenario descritto da Federconsumatori non è affatto incoraggiante: l’Osservatorio Nazionale ha calcolato una stangata pari a 842 euro a famiglia. Ancora più allarmante la simulazione dell’ Ufficio studi di Confcommercio che ha stimato un crollo dei consumi delle famiglie italiane per 65 miliardi di euro nel triennio 2016-2018 a fronte dell’aumento dell’IVA. E’ evidente che in questo modo quella che dovrebbe essere una misura per incrementare le entrate dello Stato, rischierebbe per rivelarsi controproducente.  

Evitare l’aumento dell’IVA: quanto ci costa?

Il Governo, secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità, può frenare l’aumento dell’imposta ma, per farlo, deve necessariamente  adottare provvedimenti alternativi che garantiscano “gli stessi effetti positivi sui saldi di finanza pubblica” ovvero non solo maggiori entrate, ma anche tagli alla spesa extra. In altre parole per scongiurare l’aumento dell’IVA bisognerà accettare una nuova stretta in nome della spending review o nuove tasse. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha cercato di tranquillizzare gli animi garantendo che non ci saranno aumenti.

Entro il prossimo 20 aprile il Governo Renzi approverà il Documento di Economia e Finanza con il piano per la spending review, che sarà poi trasmesso al Parlamento e alla Commissione europea. Pare che al vaglio tra le priorità vi sia il taglio delle società partecipate dagli enti locali, che secondo le stime ISTAT sarebbero 11.000 di cui 1.454 non attive. In calendario inoltre la razionalizzazione del trasporto pubbl

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