Aumento Iva al 22% inevitabile, il Governo non lascia dubbi

Sia il ministro dello sviluppo economico che quello dell'economia dichiarano inevitabile l'aumento Iva dal 21 al 22% dal 1 luglio 2013, vista la difficoltà nel trovare le risorse necessarie

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Sia il ministro dello sviluppo economico che quello dell'economia dichiarano inevitabile l'aumento Iva dal 21 al 22% dal 1 luglio 2013, vista la difficoltà nel trovare le risorse necessarie

L’aumento Iva dal 21 al 22% dal 1 luglio 2013 sarà inevitabile, vista la difficoltà nel reperire le risorse necessarie per colmare il vuoto che si creerebbe.

 Aumento Iva 22% 2013 inevitabile

 Ad annunciarlo senza tanti giri di parole il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato il quale, in una nota trasmissione televisiva in seconda serata, ha dichiarato che: “fra 16 giorni senza che il Governo faccia nulla, visto che è stato un provvedimento già deciso dal precedente Esecutivo, noi avremo l’Iva aumentata di un punto dal 21 al 22% e”- aggiunge – “in questo momento soldi per evitare l’aumento dell’Iva nel bilancio dello Stato non ce ne sono”.

 Imu e aumento Iva: i grattacapi del Governo Letta

Meno duro ma sulla stessa linea era stato qualche ora prima, in sede di interrogazione parlamentare alla Camera, il titolare del dicastero dell’economia, Fabrizio Saccomanni, il quale aveva dichiarato l’impossibilità nel reperire le risorse, 8 miliardi di euro per l’esattezza, per abolire l’Imu sull’abitazione principale ed evitare l’aumento Iva dal 1 luglio 2013 al 22 per cento. “Il Governo  è consapevole degli effetti negativi che l’aumento Iva può provocare in questo momento, ma il reperimento di coperture alternative potrebbe non essere meno gravoso” – ha dichiarato il ministro Saccomanni, aprendo anche alla possibilità di far slittare l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria al 22% non al 1 luglio 2013, bensì fra 3 mesi o anche di più, “un periodo di tempo più lungo che consenta di guardare con più chiarezza all’evoluzione della situazione economica”.

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 Nodo copertura finanziaria

 Il nodo principale resta quello della copertura finanziaria e il reperimento di 2 miliardi per quest’anno e di 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi.

“Un sentiero ben stretto” – ha detto Saccomanni che aggiunge – “l’ampiezza tende a ridursi per effetto dell’evoluzione congiunturale, ma l’obiettivo resta sempre quello di agire con tagli alla spesa e alle agevolazioni”.

 Attesa riforma tassazione immobili entro l’estate

 Inevitabile allora l’aumento Iva al 22% il prossimo 1 luglio con conseguenze ancora più pesanti sulla nostra economia, già piegata dalla grave crisi, ma c’è anche il nodo Imu ancora da sciogliere. Sempre il ministro Saccomanni ha dichiarato che, nella riforma della tassazione sugli immobili, con scadenza non vincolante il prossimo 31 agosto 2013, anche se si auspica una definizione anche prima che dovrà riguardare anche la Tares, “c’è attenzione alla situazione delle imprese e delle tassazione sui capannoni industriali con una misura che, come era stato indicato nelle consultazioni avute al ministero, sembra rispondere alle esigenze delle imprese meglio dell’esenzione Imu, e cioè la possibilità di dedurre l’Imu dal reddito d’impresa”.

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