Aumento Iva 23: i balbettii di governo e politici

"Si, no, forse", nuova commedia all'italiana sul previsto aumento dell'Iva. Sullo sfondo ci sono loro, le elezioni, l'incubo ricorrente di ABC.

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il

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L’esecutivo è al lavoro per scongiurare il previsto aumento Iva dal 21 al 23 per cento in modo tale da non generare un ulteriore calo dei consumi in Italia.

Era stato il decreto salva Italia a prevedere la possibilità che,  partire dal 1° ottobre, l’imposta sul valore aggiunto passasse dal 21 al 23 per cento per quanto riguarda l’aliquota ordinaria, e dal 10 al 12 per cento per l’aliquota agevolata. Tali ipotesi, al giorno d’oggi, pare molto meno probabile, visto anche le dichiarazioni fatte da diversi esponenti del mondo politico i quali hanno dichiarato che l’aumento dell’iva non appare poi così scontato.

 

Aumento Iva Ottobre 2012: e se fosse solo di 1 punto?

Ultima dichiarazione in tal senso, è stata quella del sottosegretario Polillo, il quale ha detto che l’iva potrebbe salire sino al 23 per cento, ma l’aumento di due punti percentuali viene considerata come l’ipotesi meno attuabile da numerosi esponenti di Governo. Ad ottobre potrebbe bastare anche solo l’aumento di un punto percentuale per poi verificare se sia necessario o meno arrivare all’aliquota massima prevista. Il parziale dietro front di numerosi esponenti dell’esecutivo sul tema è dovuto in larga parte al pressing fatto dalle associazioni di commercianti ed industriali che hanno preventivato un calo dei consumi di circa 38 miliardi di euro, in caso di aumento dell’Iva di  punti. Al partito dei dubbiosi si sono aggiunti anche diversi esponenti politici che hanno invitato a riflettere sull’aumento dell’Iva, in vista anche delle future elezioni, visto che l’aumento dell’imposta indiretta potrebbe avere ripercussioni anche sull’umore degli elettori.

 

Le strade alternative: rispunta la solita parola magica “lotta all’evasione fiscale”

Tuttavia nonostante le buone intenzioni di evitare l’aumento occorrerà trovare le risorse necessarie per sopperire al mancato introito.  Le ipotesi sul tavolo sono essenzialmente tre e sono la crescita dell’economia ( con il conseguente maggior gettito per le casse statali a parità di aliquote), l’inasprimento della lotta fiscale e l’applicazione dello spending review. Sebbene le prime ipotesi siano al vaglio dei tecnici del governo entrambi appaiono interventi troppo difficile da attuare nel breve termine (ricordiamo che l’aumento Iva è previsto a partire dal 1° ottobre). Occorrerà pertanto puntare sullo spending review e verificare efficienza ed efficacia di ogni singola voce di costo del bilancio statale. Tra l’altro entro il primo Aprile è prevista la pubblicazione di un report contenente l’analisi delle voci di costo divise per ambiti ministeriali. La speranza del Ministro dei rapporti con il Parlamento Giarda è quella di recuperare risorse attraverso l’applicazione del controllo dei costi, da destinare successivamente alla lotta all’evasione fiscale o allo sviluppo, ma in ogni caso non si tratterà di somme dell’ordine di decine di miliardi di euro.

Inoltre un’ulteriore ipotesi potrebbe essere quella di imitare la politica fiscale attuata dalla Germania diversi anni fa, e cioè di effettuare contemporaneamente un aumento del’Iva ed un taglio dell’Irpef. Le misure avrebbero lo stesso effetto delle svalutazioni monetarie effettuate negli anni passati, in quanto l’aumento dell’iva avrebbe effetto sui prodotti importati ma non sui prodotti italiani esportati all’estero.

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Argomenti: Tasse e Tributi