Aumento Iva 22% verso la conferma e i commercianti insorgono

Al congresso della Cisl, contestato il ministro Zanonato che non rassicura sul blocco dell'aumento Iva dal 1 luglio 2013, provocando l'ira dei commercianti

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Al congresso della Cisl, contestato il ministro Zanonato che non rassicura sul blocco dell'aumento Iva dal 1 luglio 2013, provocando l'ira dei commercianti

Sembrerebbe sfumata la possibilità del blocco dell’aumento Iva al 22% dal 1 luglio 2013. Nonostante tutte le buone intenzioni, ieri al congresso della Cisl i malumori sono stati molto evidenti e la confusione molta.

 Choc fiscale: il grido di Bonanni

 Mentre il segretario della Cisl, Bonanni, aveva chiesto al Governo un “choc fiscale” per ridare credibilità e slancio al Paese al collasso, Letta ha risposto chiedendo maggiore coesione da parte di tutte le forze politiche, chiedendo di “remare tutti insieme, altrimenti non risolveremo i problemi, perché non ci sarà più, come in passato, un debito pubblico al quale possiamo attingere per dare un pezzettino di risposta a ognuno”. In seguito il premier elenca tutte le priorità del governo che saranno contenute nel prossimo decreto “del fare” che vedrà la luce con tutta probabilità entro sabato. Liberalizzazioni e semplificazioni, lavoro e sgravi fiscali. E l’aumento Iva al 1 luglio 2013?

 No all’aumento Iva: le parole di Sangalli

 Sul capitolo aumento Iva è intervenuto il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, il quale ha affermato che la priorità delle priorità è sempre quella: scongiurare l’ulteriore aumento dell’Iva di un punto “senza se e senza ma”, in considerazione dell’impatto di questo aumento su consumi, crescita e occupazione sarebbe benzina sul fuoco della recessione.

La contestazione al ministro Zanonato

Ebbene il Governo sul tema dell’aumento Iva di un punto percentuale dal 21 al 22% dal 1 luglio 2013 per adesso non dà certezze e la riserva ancora non è sciolta. Il principale nodo resta quello della copertura finanziaria: 2 miliardi di euro per coprire l’eventuale buco che si creerebbe con il congelamento dell’aumento Iva. Cauto il leader della Cisl, Bonanni  il quale ha affermato che se si vuole evitare l’aumento Iva, lo si faccia a condizione che non comporti altri interventi che colpirebbero i più deboli, come su carburanti e affitti.

Non può diventare una partita di giro a danno dei lavoratori e dei pensionati. Quando allo stesso congresso ha preso la parola il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che cono estrema franchezza ha affermato “vorrei essere qua per dire che non la aumenteremo ma non è che non voglio, non lo posso al momento fare”, la reazione della platea è stata vistosa e rumorosa, emblema del malessere che si creerebbe con l’ennesimo aumento Iva dal 21 al 22%.

Aumento Iva 22%: rischio fallimento

 Certo è che l’aumento Iva di un punto percentuale dal 1 luglio prossimo, dal 21 al 22 per cento, potrebbe, è questo è bene dirlo, non dare i risultati sperati. Se nelle intenzioni del Governo aumentare di un punto percentuale l’aliquota Iva ordinaria significa recuperare maggior gettito, questo non è del tutto assicurato, visto che molto plausibile sarà, come è stato già lo scorso anno, la contrazione dei consumi. Insomma il tutto rischia di tramutarsi nell’ennesimo buco nell’acqua e peggiorare ancora di più una situazione già allo stremo.

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