Aumento Iva 22%, verso il rinvio ad ottobre?

Questa l'indiscrezione che circola nelle ultime ore, dopo le parole del ministro dello sviluppo economico Zanonato all'assemblea di Confesercenti, ma si attende la conferma ufficiale

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 Aumento Iva dal 21 al 22% non dal 1 luglio 2013, bensì ad ottobre. E’ notizia dell’ultima ora quella del probabile rinvio dell’aumento tanto temuto da tutti.

 Aumento Iva 22% inevitabile…

 Negli ultimi giorni il Governo Letta aveva dichiarato le intenzioni di scongiurare l’aumento Iva di un punto percentuale dal 1 luglio prossimo, ma necessaria era la copertura finanziaria. ll nodo principale resta quello della copertura finanziaria e il reperimento di 2 miliardi per quest’anno e di 4 miliardi per ciascuno degli anni successivi. “Un sentiero ben stretto” – aveva detto il titolare del dicastero dell’economia, Saccomanni secondo cui – “l’ampiezza tende a ridursi per effetto dell’evoluzione congiunturale, ma l’obiettivo resta sempre quello di agire con tagli alla spesa e alle agevolazioni”. L ’aumento Iva dal 21 al 22% dal 1 luglio 2013 sarà inevitabile, vista la difficoltà nel reperire le risorse necessarie per colmare il vuoto che si creerebbe. Queste le parole del Ministro Zanonato qualche giorno fa, il quale aveva precisato che “in questo momento soldi per evitare l’aumento dell’Iva nel bilancio dello Stato non ce ne sono”.

 .. o forse no?

 Sempre il ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato, ribalta le carte in tavola e afferma oggi che “ogni strada sarà battuta evitare l’aumento Iva. Il lavoro in questa direzione c’è” – ha dichiarato il ministro  che rivela anche una data, ad ottobre che “non solo è il momento delle legge di stabilità,  ma è anche il periodo in cui si concludono le procedure per i nuovi fondi europei”.

 Rinvio aumento Iva 22 ad ottobre

 Ciò significa che si va verso un rinvio dell’aumento Iva 22% ad ottobre e non più dal 1 luglio prossimo? Ancora la notizia in via ufficiale non c’è, ma Zanonato, durante l’assemblea di Confesercenti, si sbilancia.

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 Nodo copertura finanziaria

 Il nodo copertura finanziaria potrebbe essere sciolto grazie allo sfoltimento degli adempimenti fiscali al vaglio dei tecnici ministeriali. Una buona fetta delle risorse da destinare allo slittamento dell’aumento Iva dovrebbe derivare dalla sforbiciata agli adempimenti fiscali e tributari imposta dagli ultimi due Governi e l’altra dell’aumento dell’aliquota Iva agevolata, quella al 4 per cento, per alcuni prodotti come telefonini, tabacchi non lavorati, birra, spezie o cacao, su cui l’Iva potrebbe salire al 21%.

 

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