Aumento Iva 22%, nessun rinvio. La stangata da domani

Nessuno stop all'aumento Iva al 22% che scatta da domani, 1 ottobre 2013 con una vera e propria stangata su numerosi prodotti e beni di largo consumo.

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Nessun rinvio dell’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% a gennaio 2014. Tutto poteva essere deciso lo scorso venerdì, ma il Consiglio dei Ministri non ha dato l’ok al decreto, provocando l’attuale crisi di Governo. 

Aumento Iva 22% dal 1 ottobre 2013: ecco cosa rincara

Così domani, 1 ottobre 2013, scatta l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% su molti beni e prodotti di largo consumo. Televisori, macchine fotografiche, computer, insieme a elettrodomestici vari (frigoriferi, lavastoviglie, ecc) passando per i mobili, giocattoli, articoli sportivi e strumenti musicali. Senza dimenticare che l’aumento Iva al 22% colpirà anche mezzi di trasporto quali auto moto e biciclette, abbigliamento, comprese le scarpe e gli indumenti per i neonati, così come i prodotti per l’igiene e la pulizia, i profumi e i cosmetici. Perciò che riguarda il settore alimentare non aumenterà l’aliquota Iva sui beni di prima necessità che sono attualmente tassati al 4%, mentre aumenterà l’aliquota dal 21 al 22% per beni quali vino, i liquori e superalcolici, nonché bevande gassate, succhi di frutta e caffè.

Copertura finanziaria? Dal caro carburante ai rincari sugli acconti fiscali

Eppure la copertura finanziaria per il rinvio dell’aumento Iva 22% la si era trovata sia nell’aumento delle accise sulla benzina che sarebbe scatta a 2 centesimi subito, da martedì 1 ottobre fino a dicembre 2013 e poi fino al 15 febbraio 2015 di 2,5 2,5 cent al litro, così anche con gli aumenti degli acconti fiscali, quindi acconto Ires e Irap dal 101 a 103%.

Aumento Iva 22%: quanto ci costerà?

Nel frattempo la CGIA guidata da Bortolussi ha fatto i conti in tasca prevedendo 9,4 miliardi di tasse di in più a carico degli italiani con la caduta del Governo Letta.

Con la crisi di Governo e la caduta del premier Letta  “nel 2014 gli italiani potrebbero subire una vera e propria stangata” – dice Bortolussi. E proprio l’’aumento Iva di un punto percentuale dal 21 al 22%, costerebbe 4,2 miliardi di euro all’anno. Secondo le stime della CGIA, il gettito a carico delle famiglie dovrebbe attestarsi attorno ai 2,8 miliardi di euro

 

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