Aumento età pensionabile 2019: cosa accade per chi dovrebbe accedere alla pensione?

Scatto aumento età pensionabile dal 1 gennaio 2019: come fare se si centra l'obiettivo della pensione con i vecchi requisiti a gennaio?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Scatto aumento età pensionabile dal 1 gennaio 2019: come fare se si centra l'obiettivo della pensione con i vecchi requisiti a gennaio?

Salve,

Le volevo porre un quesito sulla mia posizione previdenziale, sono un dipendente di un Comune e alla data del 20 marzo 2018 avrò raggiunto i 42 anni di contributi e ad aprile 62 anni di età, siccome i 42 anni e 10 mesi previsti per la pensione anticipata li raggiungerò il 20 gennaio 2019 volevo sapere se secondo Lei io posso andare in pensione dal 21 gennaio 2019 o sarò costretto a lavorare gli ulteriori 5 mesi previsti dall’aumento dell’aspettativa di vita dal 01/01/2019. Grazie anticipate per la risposta.

 

Per chi raggiunge i requisiti di pensionamento entro il 31 dicembre 2018 questi utlimi non cambieranno. Ma dal 1 gennaio 2019 i requisiti aumenteranno di 5 mesi per tutte le pensioni soggette ad adeguamento alla speranza di vita, ovvero pensione di vecchia, pensione anticipata, pensione contributiva,  e pensione di vecchiaia contributiva. Aumenteranno i requisiti  anche per pensioni di vecchiaia e di anzianità in totalizzazione e per trattamenti agevolati come la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. Per le pensioni il cui accesso è ancora tramite le quote il requisito di accesso aumenterà di 0,4 in relazione alla quota (espressa in decimi e non in dodicesimi).

Raggiungendo lei  il requisito dei 42 e 10 mesi il 20 gennaio 2019 si troverà costretto a lavorare per i 5 mesi in più previsti dall’aumento dei requisiti richiesto dall’adeguamento alla stima di vita Istat.

Conclusioni e consigli

L’unico consiglio che posso darle, trattandosi di 20 giorni appena, è di cercare nella sua vita lavorativa se ci sono contributi da riscatto di cui non ha approfittato per cercare di centrare il pensionamento anticipato prima della fine del 2018. A tal proposito le consiglio di rivolgersi ad un patronato per vedere se ci sono corsi di studi, laurea, un periodo di 20 giorni nella sua vita lavorativa non coperto da contributi (magari l’anno del servizio di leva se non l’ha riscattato) o altri contributi da riscatto di cui possa approfittare per centrare l’obiettivo prima dell’aumento dei requisiti fissato al 1 gennaio 2019.

Contributi da riscatto

Di seguito le elenco quelli che sono i periodi privi di contribuzione che possono essere riscattati:

 

  • il corso legale di laurea, le lauree brevi e i titoli di studio ad esse equiparati;
  • l’attività lavorativa svolta all’estero in Paesi non convenzionati;
  • l’astensione facoltativa per maternità che si colloca al di fuori del rapporto di lavoro;
  • gli anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • l’attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi antecedenti il 1.4.1996;
  • i periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31.12.1996;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • i periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.

Per dubbi e domande contattami: [email protected]

Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Lettere, News pensioni, Età pensionabile