Aumento dell’Iva: per le famiglie rischio di pagare 500 euro in più

Se davvero l'Iva dovesse aumentare nel 2020 per le famiglie italiane ci sarebbe un rischio di pagare più di 500 euro di tassa.

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Se davvero l'Iva dovesse aumentare nel 2020 per le famiglie italiane ci sarebbe un rischio di pagare più di 500 euro di tassa.

Per le famiglie potrebbe essere incubo aumento dell’Iva dal 2020. Secondo quanto previsto dalla legge di Bilancio, dal prossimo anno, la tassa dovrebbe aumentare fino al 25,2% che potrebbe arrivare al 26,5% nel 2021, questo se il Governo non riuscisse a bloccare l’avvio delle clausole di salvaguardia e trovare i 23 miliardi di euro per scongiurare il rialzo dell’Iva.

Chi ci rimetterà?

Si tratta di una possibilità, non è neppure detto che ciò avverrà ma se dovesse davvero aumentare per le famiglie si tratterebbe di pagare 538 euro in più l’anno.

A rimetterci saranno le famiglie numerose e le imprese, secondo come riporta un recente articolo de Il Sole24Ore, cifre che potrebbero arrivare anche a 857 euro in più per i nuclei ampi e gli uomini d’affari. La maggiore stangata riguarda comunque i nuclei familiari più importanti, quelli con più di 3 figli, i quali andrebbero a pagare anche 743 euro annui in più ma un impatto non del tutto positivo lo avranno anziani e single. Per i primi si parla di un aumento del +2,15% mentre per i single, considerando l’età tra i 18 e i 34 anni si parla del +2,37%

Il noto quotidiano parla anche delle regioni italiane in cui l’aumento potrebbe essere notevole. Si citano Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna, secondo cui l’aumento potrebbe arrivare a 658 e i 654 euro e 629 euro. Le regioni dove, invece, l’aumento sarebbe minore sono la Calabria con 338 euro, la Campania e la Basilicata.

Quali prodotti

L’aumento dell’Iva potrebbe riguardare calzature o capi d’abbigliamento in maggior misura mentre colpirebbe in maniera minore pasta, pane o verdura, pesce e carne. Si tratta ovviamente di ipotesi che però bisogna considerare.

Di recente, Giovanni Tria aveva però affermato di voci infondate. In un articolo de La Repubblica erano state riportate le parole del ministro: “Non ho mai parlato di aumenti dell’Iva né di manovre sui conti pubblici. Non c’è nessun contrasto in seno al governo su questi temi. Temi che peraltro ieri non sono stati oggetto di nessuna decisione”

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