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Aumento Canone Rai 2018: pagheremo di più per vedere i Mondiali di Calcio e le Olimpiadi Invernali?

Canone Rai 2018: rischio aumento per vedere Olimpiadi invernali e Mondiali di Calcio in tv?

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di Alessandra De Angelis, publicato il
Canone Rai 2018: rischio aumento per vedere Olimpiadi invernali e Mondiali di Calcio in tv?

Ha suscitato alcune critiche pesanti la proposta ventilata a viale Mazzini di un aumento del Canone Rai 2018 in vista di alcuni eventi sportivi importanti quali le Olimpiadi Invernali e, soprattutto, i Mondiali di Calcio del prossimo anno. Contro questa eventualità ha puntato il dito il Movimento Difesa del Cittadino, scettico sulla qualità del palinsesto autunnale Rai presentato nei giorni scorsi. Il presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, Francesco Luongo, ha anticipato che il Movimento seguirà con grande attenzione “l’evoluzione del nuovo piano editoriale che, a differenza del passato, dovrà garantire una maggiore informazione ai consumatori, grazie ad una programmazione fatta da esperti del consumerismo che possano fornire utili consigli su tematiche di grande interesse per il cittadino quali il risparmio, la sicurezza alimentare, l’energia e tutti i modi per difendersi da truffe e abusi”.

Entrando poi nello specifico dei dati di raccolta in seguito all’introduzione del canone Rai in bolletta (aumento degli incassi pari al 34,2%), il Movimento ha espresso ferma contrarietà alla possibilità di prevedere un aumento del Canone TV per il 2018, in concomitanza di eventi sportivi di rilevanza internazionale quali appunto Olimpiadi e Mondiali di Calcio. Il tributo, infatti, non può essere calcolato sulla base di quello che viene proposto e questo non solo perché più volte è stato specificato che si tratta di un’imposta per il possesso TV ma anche per due ordini di motivi ulteriori: non tutti guardano il calcio in tv o guarderanno le olimpiadi (e tuttavia non si possono prevedere sconti sul canone Rai per questo) e in quest’ottica si rischia di giustificare l’evasione del canone nel caso contrario, ovvero quando la qualità dei programmi proposti in palinsesto sia scadente nei contenuti e nel livello. E’ evidente come la discrezionalità darebbe vita ad un sistema di calcolo del canone Rai che denaturalizza il tributo.

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