Assunzioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, pubblicati i devastanti dati di maggio

Diminuiscono le assunzioni nei primi 5 mesi del 2020, ma anche i licenziamenti. Ecco tutti i dati di fine lockdown.

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Diminuiscono le assunzioni nei primi 5 mesi del 2020, ma anche i licenziamenti. Ecco tutti i dati di fine lockdown.

L’emergenza sanitaria del coronavirus e le relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese hanno messo il ginocchio il mercato del lavoro. L’inps con in comunicato stampa del 27 agosto 2020: “Osservatorio sul precariato, Pubblicati i dati di maggio 2020”, rende noti i dati dei contratti attivati, trasformati o cessati nei primi 5 mesi del 2020.

Le nuove assunzioni nei primi 5 mesi del 2020

Per quanto riguarda le nuove assunzioni ad opera dei datori di lavoro privati, nei primi 5 mesi del 2020, sono state 1.795.000. Un calo del 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, evidenzia l’Inps, questa contrazione è stata particolarmente negativa nel mese di aprile (-83%), con un miglioramento a maggio (- 57%).

Trasformazioni a tempo indeterminato

Le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, nello stesso periodo, sono risultate 229.000, -31% rispetto ai primi 5 mesi del 2019.

Ad ogni modo, bisogna anche dire che nel corso del 2019 il volume delle trasformazioni era risultato eccezionalmente elevato per effetto dell’impatto del cosiddetto “decreto dignità”.

Cessazione dei rapporti in diminuzione, ma per effetto del decreto CuraItalia

Le cessazioni nel complesso sono state 1.972.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale diminuzione è stata particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel trimestre marzo-maggio (-47%) a seguito dell’introduzione, il 17 marzo (DL n. 18, 2020, “CuraItalia”), del divieto di licenziamento per ragioni economiche.

Lavoro occasionale

Infine, per quanto riguarda il lavoro occasionale, i nuovi contratti a maggio 2020 risulta soltanto di 9000 unità. Anche in questo caso è stata registrata una forte diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019 (-50%). L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 234 euro.

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