Assunzioni disabili, ecco cosa cambia nel 2017: requisiti e aziende coinvolte

Assunzione disabili 2017: obblighi. Ecco tutte le novità che sono già partite e cosa devono sapere le aziende per essere in regola con la quota di riserva

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Assunzione disabili 2017: obblighi. Ecco tutte le novità che sono già partite e cosa devono sapere le aziende per essere in regola con la quota di riserva

Sono attive dal primo gennaio le nuove regole per le assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 151/2016. La novità più grande prevede che anche i datori di lavoro privati che occupano un numero di risorse comprese tra 15 e 35 dipendenti avranno l’obbligo di assumere, anche se non sono in programma nuove assunzioni un lavoratore disabile nel proprio organico. Restano ferme le richieste a due e tre lavoratori disabili le quote di riserva rispettivamente per le aziende al di sopra dei 35 dipendenti e di 50 (7%).

Obbligo assunzione disabili: quali aziende?

Altra novità per le assunzioni disabili 2017: l’obbligo di rispettare le quote di riserva sopra citate riguarda anche i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro anche se, in questi casi, il computo dell’organico totale comprende esclusivamente il personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative.

Non deve trattarsi necessariamente di nuove assunzioni: il Jobs Act ha infatti chiarito che rientrano nel computo dei lavoratori disabili anche quelli già presenti nell’organico e con disabilità superiore al 60% (45% in caso di disturbi psichici accertati dagli organi competenti) anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio.

I datori devono adeguarsi agli obblighi di assunzione disabili entro 60 giorni dal momento in cui scattano i parametri.

Assunzione disabile: vale anche il collocamento tramite somministrazione?

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