Assunzione beneficiari reddito di cittadinanza: sgravi dei contributi ad ostacoli

Le aziende che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza dallo scorso primo aprile hanno diritto ad alcuni importanti sgravi fiscali. Ma la misura è partita a singhiozzi.

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Le aziende che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza dallo scorso primo aprile hanno diritto ad alcuni importanti sgravi fiscali. Ma la misura è partita a singhiozzi.

Ufficialmente dallo scorso 1° aprile 2019 le aziende che assumono i soggetti beneficiari del reddito di cittadinanza avrebbero diritto a sgravi fiscali importanti corrispondenti all’esonero totale dei contributi previdenziali e assistenziali. L’utilizzo del condizionale in relazione a questi benefici appare per il momento d’obbligo non perché non siano certi ma piuttosto perché sono stati segnalati diversi ostacoli che, di fatto, rallentano le domande e il riconoscimento e, di conseguenza, rendono meno attrattiva l’agevolazione per i datori di lavoro.

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Andiamo quindi ad analizzare alcuni paletti che, di fatto, ostacolano lo sgravio contributivo. Prima di tutto la normativa prevede e impone che il contratto di assunzione sia a tempo pieno e indeterminato, anche con contratto di apprendistato. Esclusi quindi contratti a termine e/o part time.

Inoltre, affinché spetti l’esonero, è necessario che, con l’assunzione del beneficiario del reddito di cittadinanza, il datore di lavoro realizzi un incremento occupazionale netto. Non dovranno essere in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale.

Ma non è tutto.

Lo sgravio contributivo previdenziali è esteso sia alla quota a carico del datore che per quella del dipendente. Sono invece esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

Il riferimento legislativo originario per approfondire la materia e scoprire maggiori dettagli sul riconoscimento dell’esonero dei contributi previdenziali è all’articolo 8 del D.L. n. 4/2019. Bisogna però tenere presente che la legge di conversione n. 26/2019 ha apportato al decreto numerose modifiche allo scopo di fornire un quadro di riferimento più chiaro, sebbene non abbia semplificato le regole per l’accesso al beneficio.

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