Assicurazione anti-stupro: esiste veramente? Che cosa copre e perché ha fatto scandalo

La verità sulla presunta assicurazione anti stupro delle turiste americane: è una bufala? In Italia esiste?

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
La verità sulla presunta assicurazione anti stupro delle turiste americane: è una bufala? In Italia esiste?

Ha fatto scandalo la notizia della presunta assicurazione anti stupro di cui erano, secondo alcune fonti intestatarie, le due turiste americane che hanno denunciato due carabinieri di averle violentate a Firenze. Che si tratti di una bufala è stato chiarito anche dall’avvocato difensore delle due ragazze che ha precisato “non hanno nessuna assicurazione anti stupro, ma soltanto una generica assicurazione che di prassi le università americane stipulano per i loro studenti che si recano all’estero. E’ una polizza che riguarda furto, le rapine e altri tipi di danni, ma loro neppure erano a conoscenza di questa cosa. Non lo sapevano proprio”. Come quando si stipula un’assicurazione sanitaria viaggi quando ci si reca negli USA, lo stesso sono soliti fare gli americani che vanno all’estero soprattutto per periodi medio-lunghi come per i viaggi studio. E’ una logica intrinseca per chi cresce e vive in un Paese in cui una vittima di violenza sessuale paga in media circa 800 dollari tra spese di pronto soccorso, cure, farmaci e assistenza psicologica (dati dell’American Journal of Public Health).

Polizza anti-stupro? Esiste solo in Italia

E a ben vedere indovinate qual è l’unico Paese che prevede un’assicurazione anti stupro? Proprio l’Italia, insospettabilmente. Nessuna compagnia di assicurazioni americana mette a disposizione dei viaggiatori una polizza che fa riferimento esplicitamente al danno da violenze sessuali. Anzi questa fattispecie di norma non viene proprio citata nelle clausole contrattuali (se non per escludere la copertura delle malattie veneree contratte non in seguito a una violenza per disincentivare il turismo sessuale).

Vi proponiamo, invece, questo comunicato stampa di sette anni fa con cui veniva annunciato, in tempi non sospetti quindi, il debutto in Italia di una polizza anti stupro: Amidonna.

La polizza punta a fornire “sostegno a donne e minori che subiscono violenza fisica, sessuale, stalking e fornire uno strumento utile alla società per affrontare un fenomeno che comporta costi socio-economici elevati, sia per le vittime che per le comunità in cui vivono”.

L’assicurazione in analisi copre:
• Il consulto psicologico telefonico e il rimborso spese per assistenza psicologica fino a 1.500 euro (3.000 euro nel caso di minori);
• Il rimborso delle spese mediche fino a 5.000 euro e un’indennità mensile fino a 1.200 euro (fino a 12 mesi);
• La Tutela Legale, fino a 15.000 Euro, comprensiva di un contributo per spese legali di separazione giudiziale e di divorzio se il responsabile è il partner;
• Il rimborso delle spese di soggiorno in albergo, di assistenza ai minori e di prima necessità anche non documentate nel caso in cui sia necessario allontanare la vittima dal luogo della violenza;
• Il consulto medico telefonico 24 ore su 24, l’invio di un medico a domicilio e il trasporto in ospedale tramite ambulanza.

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Argomenti: Giustizia, Risarcimento danni

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