Assemblee societarie online: Assonime chiede rettifiche al milleprorghe

Il prolungarsi dell’emergenza Covid-19 ha portato a prorogare il termine entro cui sono possibili le assemblee societarie a distanza

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Il prolungarsi dell’emergenza Covid-19 ha portato a prorogare il termine entro cui sono possibili le assemblee societarie a distanza

Tra i termini prorogati con il decreto – legge n. 183 del 2020 (c.d. “Milleproroghe”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 323 del 31 dicembre 2020, vi rientrano quelli riferiti alle assemblee societarie.

In dettaglio, si stabilisce che alle assemblee societarie, convocate “entro la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 (e non più entro il 31 luglio 2020) e comunque non oltre il 31 marzo 2021”, si applicano le disposizioni dell’art. 106 del Decreto Cura Italia.

Assemblee societarie; le disposizioni del Cura Italia

Ricordiamo che le disposizioni di cui al citato art. 106 del Cura Italia, riguardano la possibilità di:

  • tenere assemblee societarie in videoconferenza o audioconferenza
  • parteciparvi a distanza
  • utilizzare il voto per via elettronica o per corrispondenza, anche ove non previsto dallo statuto.

Le critiche di Assonime al milleproroghe per le assemblee societarie

Assonime ha mosso delle criticità in merito al milleproroghe ed in particolar modo all’espressione “assemblee convocate entro la data di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Una prima cosa non chiara è se il riferimento ad “assemblee convocate” riguarda il termine entro il quale deve tenersi l’assemblea o quello in cui deve essere pubblicato l’avviso di convocazione dei soci. Dato ciò, dunque, Assonime chiede di precisare che le citate disposizioni si applicano alle assemblee

“il cui avviso di convocazione sia stato pubblicato…”

Con tale precisazione, infatti, si terrebbe conto del fatto che le esigenze di informative dei soci sono soddisfatte solo mediante la pubblicazione dell’avviso di convocazione.

Sarebbe altresì opportuno, per Assonime, eliminare la parte dell’espressione “e comunque non oltre il 31 marzo 2021” così che la proroga cessi entro la data di cessazione dello stato di emergenza e non prima (lo stato di emergenza sanitaria, ricordiamo è stato prorogato al 30 aprile 2021).

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