Assegno unico universale, Tridico: costerà 3,7 miliardi in più

L’assegno unico per le famiglie con figli costerà più degli attuali ANF e detrazioni. Ma la platea dei beneficiari sarà più estesa.

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L’assegno unico per le famiglie con figli costerà più degli attuali ANF e detrazioni. Ma la platea dei beneficiari sarà più estesa.

L’assegno unico universale per le famiglie con figli sarà realtà dal 1 luglio 2021. Sostituirà l’attuale assegno per il nucleo familiare e le detrazioni fiscali per carichi di famiglia e dovrebbe semplificare il welfare.

L’assegno unico universale per le famiglie con figli sarà quindi una delle più importanti riforme al welfare che il governo intende perseguire. La sua realizzazione è inserita nello schema della manovra di bilancio per il 2021 in discussione in Parlamento.

Assegno unico costerebbe 3,7 miliardi in più

C’è però un problema, secondo l’Inps chiamato a gestire l’erogazione dell’assegno unico universale. Un problema di costi, visto che sarà riconosciuto a una platea più ampia di contribuenti (compresi gli incapienti e i lavoratori autonomi).

L’introduzione di un nuovo beneficio che unifichi alcune prestazioni di welfare di cui oggi si avvalgono le famiglie italiane, costerebbe in termini di saldo netto di finanza pubblica circa 3,7 miliardi in più. Che rappresenterebbero anche il maggior beneficio aggregato da parte delle famiglie. Tale costo, però, potrebbe anche risultare inferiore se si riassorbissero vari bonus connessi alla natalità.

A sostenerlo è il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, presentando alla Camera il XIX Rapporto annuale dell’Istituto. La proposta simulata è fondata sul superamento delle detrazioni familiari Irpef e degli assegni familiari per introdurre un sostegno universalistico, parametrato ad un reddito equivalente (tra i tanti possibili), finanziato o meno da prelievo analogo all’attuale contributo CUAF. L’ipotesi di assegno unico prevede l’abolizione (assorbimento) delle detrazioni familiari (circa 11 miliardi fruiti) e degli ANF (circa 6 miliardi annui).

Eliminati tutti gli altri bonus

Pertanto, volendo far quadrare i conti, l’assegno unico per le famiglie dovrà necessariamente assorbire altre voci di spesa al welfare.

Quindi, i vari bonus bebé, l’assegno di natalità, il bonus asilo nido, ecc. Tutto sarà gestito unicamente dall’Inps che dispone di una ricca banca dati dei soggetti beneficiari.

L’idea del governo quindi è quella di semplificare la gestione dell’erogazione di contributi familiari per chi ha figli a carico.

Il progetto prevede che l’assegno unico universale sia erogato a famiglie con uno o più figli fino al compimento del 21 esimo anno di età. L’importo mensile sarà determinato, oltre che dal coefficiente ISEE, anche da altre importanti variabili.

A quanto ammonta l’assegno unico

L’assegno universale si comporrà di una quota fissa e una variabile. La parte variabile sarà determinata, oltre che dal coefficiente ISEE, anche dal numero dei figli e dall’età degli stessi. Se un figlio ha un’età inferiore ai 3 anni, ad esempio, in automatico verrà riconosciuto nell’assegno anche il bonus asilo nido. Mentre il bonus di natalità verrà erogato al momento della domanda e per una sola volta entro il primo anno di età del bambino. Difficile pertanto stabilire con esattezza l’importo, perché tutto dipenderà da molte variabili e dal coefficiente ISEE.

Si dovrebbe comunque partire da un’erogazione che oscillerà dai 50 ai 100 euro per ciascun figlio. Cui andrà ad aggiungersi una quota variabile in base alla situazione economica del nucleo, fino ad azzerarsi intorno a 50 mila euro di Isee.

Età dei figli

A differenza dell’ANF, l’assegno unico universale sarà erogato fino al compimento del 21 esimo anno di età. L’assegno universale sarà poi maggiorato se in famiglia vi è più di un figlio o se ci sono figli disabili. Anche quest’ultimo aspetto sarà preso in debita considerazione dal governo e assorbirà i sussidi attualmente spettanti per i portatori di handicap. Per costoro, l’assegno sarà commisurato al grado di invalidità a prescindere dall’età anagrafica.

Fra i requisiti richiesti, oltre al reddito Isee, ci sono il possesso della cittadinanza italiana (o europea), la residenza stabile in Italia della famiglia da almeno due anni, essere soggetti al regime fiscale italiano, cioè versare le imposte nel nostro Paese.

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