Assegno unico per i figli, si parte il 1 luglio 2021

A luglio parte l’assegno unico universale per i figli. Il Parlamento concede la delega al governo per riformare il welfare familiare.

di , pubblicato il
Assegni familiari ANF

Gli assegni familiari stanno per andare in pensione: dal 1 luglio partirà l’assegno unico per i figli, detto anche assegno universale. La novità, prevista dalla legge di bilancio 2021, sta per prendere forma. Il 30 marzo il Senato varerà infatti la legge delega che introduce la nuova misura.

Di cosa si tratta? Nel segno della famigerata semplificazione del welfare, l’assegno unico per i figli sostituirà gli attuali assegni per il nucleo familiare (ANF), le detrazioni per figli a carico, l’assegno di natalità, il bonus nido, ecc. In pratica si farà di tutte le erbe un fascio.

Arriva l’assegno unico universale

Nel dettaglio, l’importo dell’assegno consisterà in una somma erogabile dall’Inps fino 250 euro al mese per figlio dal 7 mese al 21 esimo anno di età. Sono previsti aumenti per famiglie numerose e con figli disabili. I soldi saranno corrisposti anche a lavoratori autonomi e incapienti.

Il lato positivo della riforma contenuta del così detto “Ddl famiglia” consiste quindi nell’estensione della platea dei beneficiari e nell’aumento dell’importo. Il lato negativo, invece, è dato dal fatto che i limiti ancora non si conoscono e che l’assegno unico potrebbe essere riconosciuto anche come credito d’imposta.

Le risorse disponibili

L’assegno unico universale per le famiglie con figli è quindi una delle più importanti riforme al welfare che il governo intende perseguire. C’è però un problema, secondo l’Inps, chiamato a gestire l’erogazione dell’assegno unico universale, legato ai costi.

L’introduzione di un nuovo beneficio che unifichi alcune prestazioni di welfare di cui oggi si avvalgono le famiglie italiane, costerebbe 3 miliardi quest’anno e 5 il prossimo.

Soldi già stanziati dalla legge di bilancio, ma che rischiano di non esserci a tutti gli effetti se il lo Stato sarà costretto a intervenire pesantemente sulla spesa pubblica per via dell’emergenza sanitaria.

Il credito d’imposta

Non solo. Pare che il governo voglia riconoscere l’assegno unico per i figli come ha fatto finora per molti bonus, cioè sotto forma di credito d’imposta. E’ ragionevole supporre, quindi, che i lavoratori con busta paga beneficeranno di uno “sconto” Irpef più sostanzioso delle attuali ritenute per figli a carico.

Mentre per chi è incapiente ho svolge lavoro autonomo, potrebbe arrivare un pagamento diretto da parte dell’Inps. Tutto, comunque, sarà demandato dal decreto attuativo che verrà emanato entro tre mesi dal Ministero del Lavoro e che farà chiarezza su questo e altri aspetti ancora nebulosi dell’assegno unico universale.

Importo dell’assegno unico

L’assegno universale si comporrà di una quota fissa e una variabile. La parte variabile, stando alle prime indiscrezioni, sarà determinata, oltre che dal coefficiente ISEE, anche dal numero dei figli e dall’età degli stessi. La parte fissa, invece, spetterà a tutti i nuclei familiari indipendentemente dal valore ISEE. Se un figlio ha un’età inferiore ai 3 anni, ad esempio, in automatico verrà riconosciuto nell’assegno anche il bonus asilo nido. Mentre il bonus di natalità verrà erogato al momento della domanda e per una sola volta entro il primo anno di età del bambino.

Secondo le previsioni, si dovrebbe partire da un’erogazione economica che oscilla tra i 50 e i 100 euro per ciascun figlio. Cui andrà ad aggiungersi una quota variabile in base alla situazione economica del nucleo, fino ad azzerarsi intorno a 50 mila euro di ISEE.

Argomenti: ,