Assegno unico per i figli a carico: quando presentare domanda al Inps

Al via a marzo l’assegno unico familiare per figli a carico (pagamento da aprile), ma la domanda si può presentare prima sul sito Inps.

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Assegno unico, quanto tempo si ha per presentare l'ISEE?

Parte a marzo 2022 l’assegno unico universale per i figli a carico. La misura, già in vigore dallo sorso mese di luglio, va a pieno regime con l’inizio del nuovo anno recependo anche le detrazioni fiscali.

Come noto, l’assegno unico universale assorbe dal 2022 diverse indennità finora riconosciute separatamente a domanda dell’interessato. Fra queste, l’assegno di natalità fino a 800 euro, l’assegno familiare erogato dai Comuni, gli assegni ai nuclei familiari (ANF), il bonus bebè.

Assegno unico per figli, quando presentare domanda

La domanda deve essere presentata da entrambi i genitori al Inps per via telematica accedendo tramite Spid, Cie o Cns. L’assegno unico è quindi corrisposto direttamente dal Inps per figli minori a carico. E’ riconosciuto anche per figli maggiorenni fino al 21 esimo anno di età purché studenti o disoccupati a carico.

L’assegno unico è compatibile sia con eventuali altre misure economiche a favore dei figli, sia con il Reddito di cittadinanza. Affinché l’assegno sia erogato pienamente è necessario che entrambi i genitori presentino domanda al Inps. Diversamente sarà corrisposto il 50% dell’importo.

A corredo della domanda e per determinare l’importo bisognerà allegare anche la certificazione Isee. Il documento deve essere aggiornato, altrimenti non sarà preso in considerazione. In assenza di Isee, l’Inps corrisponderà 50 euro per ciascun figlio a carico.

 Requisiti e importi

L’assegno unico è riconosciuto ai nuclei familiari per ogni figlio minorenne fiscalmente a carico e per i nuovi nati, a decorrere dal settimo mese di gravidanza. Il richiedente l’assegno unico deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno Ue;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • residente e domiciliato in Italia;
  • essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’importo è inversamente proporzionale al reddito. Si va da 175 euro a figlio minorenne con redditi familiari fino a 15 mila euro, a 50 euro per reddito pari o superiori a 40 mila euro. Per i figli maggiorenni e fino a 21 anni, l’importo va da 85 euro a 25 euro in corrispondenza di redditi Isee pari o superiori a 40 mila euro.

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