Assegno senza clausola di trasferibilità: è possibile non pagare la multa? Nuove disposizioni

E' ancora polemica sulle maxi multe per la compilazione sbagliata degli assegni senza clausola di trasferibilità: si studia soluzione per errori inconsapevoli.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
E' ancora polemica sulle maxi multe per la compilazione sbagliata degli assegni senza clausola di trasferibilità: si studia soluzione per errori inconsapevoli.

Prosegue il caso delle multe per pagamenti con assegno senza clausola di trasferibilità. La portata della vicenda non è stata ancora quantificata ma dal numero di email che riceviamo sull’argomento possiamo ipotizzare che, sebbene riferito ai vecchi libretti di assegni, non si tratti di un fenomeno marginale. Tanto che, come accennato qualche giorno fa, il Ministero dell’Economia sta prendendo in considerazione la possibilità di alleggerire la mano sulle sanzioni per gli assegni senza clausola di trasferibilità, soprattutto se l’errore non è stata commesso con intenti di evasione fiscale. L’aggiornamento delle norme in materia di antiriciclaggio potrebbe portare ad un recupero della “proporzionalità tra l’importo trasferito e la sanzione”.

Ci hanno scritto persone che, con assegni di più di mille euro, hanno versato anticipi per la macchina, per la casa, hanno pagato il funerale etc. e che ora hanno ricevuto la multa o temono di essere i prossimi bersagli del Fisco.
Tantissime testimonianze si possono leggere anche nella pagina Facebook MAXI sanzione assegno privo del non trasferibile in cui gli utenti si scambiano consigli sulla procedura da seguire.

Cosa fare se si riceve la multa per assegno senza clausola di trasferibilità

Sempre secondo l’indagine del Mef ad oggi la multa per assegno di importo superiore a mille euro non compilato con la clausola di non trasferibilità, “a fronte di 1.692 assegni contestati, gli incolpati hanno scelto, in 107 casi, di pagare l’oblazione che consente di concludere anticipatamente il procedimento sanzionatorio”. L’oblazione oggi infatti permette di pagare 6 mila euro entro 60 giorni, più 5 euro per il costo del versamento. Una cifra che non di rado è superiore all’importo dell’assegno contestato. Con le vecchie regole l’oblazione era rappresentata da una multa di poche decine di euro e quindi molti clienti caduti in errore, pur infastiditi da una multa che andava a sanzionare un vizio di forma, accettavano di pagare. Ora che l’importo è arrivato a 6 mila euro le cose cambiano. Esiste una via alternativa?
Si può aprire la via del contenzioso. Una soluzione che però comporta inevitabilmente aggravio di risorse e di tempo. A complicare il quadro anche la definizione stessa della sanzione (inclusa tra 3 e 50 mila euro) che è ambigua: le sedi territoriali delle Ragionerie di Stato lamentano mancanza di linee guida con la conseguenza che lo stesso errore nella compilazione dell’assegno potrebbe essere sanzionato in modo diverso ad esempio a Roma o Napoli.
Alla luce di questo la proposta della Commissione Finanze è quella di tornare alla logica delle percentuali ancorando le sanzioni per gli assegni agli importi degli stessi mediante criteri di ragionevolezza e proporzionalità. L’idea è anche quella di rendere la misura retroattiva in modo da includere anche chi non ha aderito all’oblazione. Resterebbero invece verosimilmente fuori coloro che hanno accettato per questa via più breve evitando il contenzioso.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi, Ricorso multe

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