'Assegno di ricollocazione per disoccupati: funzionamento e chi può chiederlo -

Assegno di ricollocazione per disoccupati: funzionamento e chi può chiederlo

Come funziona l'assegno di ricollocazione entrato a regime e chi può fare la domanda per usufruirne.

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pensione anticipata APE Sociale

L’assegno di ricollocazione dopo una fase di sperimentazione è entrato a regime, servirà a dare un contributo ai disoccupati in cerca di lavoro. Non è un bonus ma uno strumento che dovrebbe essere destinato a chi non ha un lavoro e lo sta cercando. Nel marzo del 2017 erano già partite le prime 30mila lettere per i beneficiari della misura mentre nella legge di bilancio approvata a fine 2017 sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 15 milioni per il 2019 e 2020 per il finanziamento dell’assegno.

Che cos’è e a chi spetta

L’assegno di ricollocazione è uno strumento destinato a chi sta cercando lavoro che dovrebbe aiutare il soggetto ad avere più possibilità, una sorta di incentivo al futuro come ha sottolineato anche Gentiloni. Bisogna sottolineare che l’assegno di ricollocazione non spetta sotto forma di denaro ma si tratta di un voucher da poter spendere nei centri pubblici per l’impiego o nei privati accreditati dalle Regioni. L’Anpal ha spiegato che “viene riconosciuto al Soggetto che eroga il servizio di assistenza alla ricollocazione, solo se la persona titolare dell’assegno trova lavoro”.  

Importo e chi può fare domanda

Per poter chiedere l’assegno è necessario percepire prima di tutto la Naspi da almeno 4 mesi nonché essere beneficiari del Rei oppure possono farne domanda i lavoratori in accordi di ricollocazione. La richiesta va fatta o presso un centro per l’impiego o collegandosi sul portale Anpal.gov.it, dopodiché al soggetto sarà affidato un tutur che lo seguirà intensivamente per 6 mesi per la ricerca del lavoro, prorogabile per altri 6 mesi. Il titolare dell’assegno può scegliere liberamente a chi affidarsi e deve dare immediata disponibilità.

L’importo varia da 250 a 5mila euro a seconda del soggetto e del tipo di contratto, si terrà conto anche dell’età, sesso, livello di istruzione, collocazione geografica e precedente esperienza lavorativa. Ad esempio se il soggetto trova occupazione con contratto a tempo indeterminato l’assegno andrà dai 1.000 ai 5.000 euro mentre per i contratti a tempo determinato si parla di cifre tra 500 e 2.500. Nelle regioni meno sviluppate, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia può variare da 250 fino a 1.250 euro se si instaura un rapporto a tempo determinato tra i tre e sei mesi. In ogni caso l’assegno andrà al centro per l’impiego o all’agenzia privata per il lavoro dopo la firma del contratto subordinato ossia una volta che il soggetto ha trovato lavoro.

“Partiamo con 200 milioni di euro – ha spiegato il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte -considerando un valore medio dell’assegno intorno ai 3mila euro contiamo di reinserire almeno 60/70mila disoccupati. Con le regioni abbiamo condiviso un cronoprogramma preciso: entro marzo dovrà essere pronta la nuova infrastruttura tecnologica e formati tutti gli operatori. Dal 3 aprile il sistema dovrà partire”. 

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