Assegno Inps sempre più basso. E’ l’effetto Fornero

Stimato un risparmio di 80 miliardi di euro per effetto della riforma pensioni Fornero, mentre si ridurrà sempre più l'assegno Inps per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi

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Stimato un risparmio di 80 miliardi di euro per effetto della riforma pensioni Fornero, mentre si ridurrà sempre più l'assegno Inps per tutti i lavoratori dipendenti e autonomi

Assegno Inps più leggero per effetto della riforma Fornero che consegnerà alle casse erariali, tra il 2012 e il 202o, ben 80 miliardi di euro, mentre la Corte costituzionale boccia il ticket sulle pensioni d’oro introdotto dal decreto legge n. 98 del 2011, la prima manovra estiva del 2011.

Inps: risparmi per 80 miliardi di euro

In un rapporto dell’area attuariale, l’Inps ha disposto che la spesa per le pensioni subisce nel corso del tempo per effetto della riforma previdenziale Fornero, introdotta dal decreto legge n. 201/11, la cosiddetta manovra salva Italia, una notevole contrazione che nel 2019 sarà di oltre un punto di Pil, azzerando i risparmi nel 2045.

Assegno pensione più basso per tutti

Un dato questo che si deve leggere insieme alle informazioni date da un altro rapporto molto importante, quello della Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui per effetto della riforma pensioni 2012 dell’ex ministro Fornero che ha allontanato l’accesso all’età pensionabile per tutti i lavoratori, molti di questi riceveranno anche un assegno pensionistico molto basso.

L’assegno Inps per i lavoratori autonomi

 Basti prendere il caso dei lavoratori autonomi che, secondo il Rapporto della ragioneria generale, potranno avere un assegno pensionistico non superiore al 50 e in alcuni casi al 60 per cento dell’ultima retribuzione.

 L’assegno Inps per i lavoratori dipendenti

 Non andrà meglio al lavoratore dipendente privato che arrivato alla fatidica pensione tra i 65 e i 70 anni, secondo le novità della riforma Fornero 2012, se nel 2010 percepiva un assegno pensionistico di importo pari in media al 74 per cento dell’ultima retribuzione, nel 2020 riceverà il 69% , fino ad arrivare a quota 63 nel 2050.

 Ticket sulle pensioni d’oro: la bocciatura della Consulta

 Un futuro non certo ricco si prospetta sul piano previdenziale per gli italiani.

Da ultimo, si segnala la notizia riguardante le cosiddette pensioni d’oro, quelle che la prima manovra estiva del 2011 ha tassato con un ticket del 5, 10 o del 15%, a seconda se l’assegno Inps superi i 90mila,150mila 0 200.000 euro annui. Il contributo di solidarietà sulle pensioni d’oro sopra i 90mila euro è stato infatti bocciato dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 116 del 2013 che è stata depositata ieri, 5 giugno. È illegittimo, secondo la Consulta,  qualsiasi prelievo fiscale sugli assegni previdenziali, nemmeno se questi superano i 90mila euro lordi, come previsto dal decreto legge 98 del 2011, perché costituisce “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini”.

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