Assegno di ricollocazione, non c’è tempo da perdere

Per i sindacati bisogna fare in fretta, avviare subito l’assegno di ricollocazione e rimettere in funzione l’Anpal.

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Per i sindacati bisogna fare in fretta, avviare subito l’assegno di ricollocazione e rimettere in funzione l’Anpal.

Ancora ai box l’assegno di ricollocazione per disoccupati. Una delle più importanti misure previste dalla manovra di bilancio 2021 a sostegno dell’occupazione non ha ancora visto la luce e i sindacati sono preoccupati.

L’assegno di ricollocazione, sospeso per i percettori di Naspi e Dis-Coll nel gennaio 2019, è stato infatti ripristinato a favore dei percettori di indennità di disoccupazione. Non solo, il contributo mensile è esteso ora anche ai percettori di reddito di cittadinanza. Nulla però è stato ancora realizzato.

Assegno di ricollocazione fermo ai box

Così sull’assegno di ricollocazione i sindacati tornano a far sentire la loro voce. Anche in previsione della fine del blocco dei licenziamenti.

Come Uil condividiamo la necessità di realizzare una complessiva riforma delle politiche attive del lavoro, ma siamo anche consapevoli che i tempi, per la sua definizione e una sua piena operatività, non saranno brevi.

Per questo vanno immediatamente rese operative le misure finanziate, oltre due mesi fa, dall’ultima Legge di bilancio, a partire dall’assegno di ricollocazione per i disoccupati percettori della Naspi”.

Rimettere in funzione l’Anpal

Lo afferma Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil, rimarcando che il ministro del lavoro Andrea Orlando deve porre fine alle difficoltà operative che stanno caratterizzando negli ultimi mesi l’Agenzia Nazionale per il Lavoro (Anpal). Occorre dare garanzie agli operatori della volontà di continuare ad utilizzare l’assegno di ricollocazione che è l’unico strumento di cui disponiamo ad oggi, per combattere in maniera la disoccupazione.

Nell’attesa di sapere cosa fare con la neonata garanzia di occupabilità dei lavoratori – prosegue – occorrono risposte chiare e celeri per le centinaia di migliaia di persone disoccupate. Partendo proprio dall’assegno di ricollocazione la cui piena fruibilità è strettamente legata sia agli indirizzi che deve diramare l’Anpal. Sia alla piena operatività dei centri per l’impiego che va garantita anche con l’utilizzo e la proroga dei contratti dei “navigator” .

Come funziona l’assegno di ricollocazione

La legge di bilancio 2021 estende quindi la platea dei beneficiari dell’assegno di ricollocazione. Ne hanno diritto in sintesi:

  • i percettori di Naspi e Dis-Coll da oltre 4 mesi;
  • i lavoratori in cassa integrazione ordinaria e straordinaria
  • i percettori del reddito di cittadinanza

I fondi saranno ripartiti dai Centri per l’Impiego provinciali fra le varie agenzie di lavoro private autorizzate che li utilizzeranno per fornire occupazione. Sarà poi l’Anpal a stabilire le modalità di erogazione dell’assegno di ricollocazione, con la presa in carico del beneficiario.

Cosa è l’assegno di ricollocazione

Istituito con DL n. 150 del 14 settembre 2015, l’assegno di ricollocazione non è una misura economica che è corrisposta direttamente al beneficiario. Si tratta in particolare di un indennizzo che lo Stato riconosce al datore di lavoro che assume disoccupati.

Il Ministero del Lavoro riconosce così una specie di voucher a favore dei soggetti beneficiari in cerca di occupazione da spendere presso le agenzie di lavoro.

Tale buono è quindi riconosciuto all’operatore che assiste il disoccupato per il reinserimento lavorativo.

Dopo una prima fase di sperimentazione, l’assegno di ricollocazione è diventato definitivo nel 2018 e può essere richiesto da tutti gli aventi diritto. Dal 2021 è riconosciuto anche ai percettori di Naspi e Dis-Coll da almeno 4 mesi, oltre che ai destinatari di reddito di cittadinanza.

Come funziona

Chi appartiene a una delle categoria sopra elencate può rivolgersi liberamente a una delle agenzie lavoro accreditate sul territorio per farsi assistere. Questa provvederà poi alla ricerca attiva di un’occupazione in base al profilo professionale posseduto e ad assegnare un tutor personale.

Il percorso di assistenza per la ricerca di occupazione ha durata massima di 180 giorni e può essere prorogato di altri 180 nel caso di assunzione a tempo determinato inferiore a sei mesi.

Colo che beneficiano del Reddito di Cittadinanza ricevono dall’Anpal l’assegno ricollocazione RdC. L’assegno è erogato dopo 30 giorni dalla data di liquidazione per consentire al beneficiario di ottenere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca di lavoro.

Quanto vale l’assegno di ricollocazione

L’importo dell’assegno di ricollocazione varia in base al grado di complessità del percorso di affiancamento del beneficiario e alla tipologia di contratto dell’eventuale assunzione. Da un minimo di 250 euro a un massimo di 5.000 euro.

In caso di successo occupazionale, il soggetto che ha erogato il servizio di assistenza per il disoccupato può percepire i seguenti importi, in base alla tipologia contrattuale di inserimento da:

  • 1000 a 5.000 euro, nel caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato e in apprendistato;
  • 500 a 2.500 euro, nel caso di assunzione con contratto a termine di durata uguale o superiore a 6 mesi;
  • 250 a 1.250 euro, nel caso di assunzione con contratto a termine di durata da 3 a 6 mesi, solo per le 5 regioni considerate ‘meno sviluppate’ (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia).

Se il programma di assistenza intensiva alla ricollocazione non raggiunge l’esito occupazionale, ovvero non porta all’assunzione del disoccupato destinatario del voucher, all’ente che lo ha erogato viene riconosciuta una quota fissa per il solo servizio di affiancamento.

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