Assegni non trasferibili, multe: interrogazione al Ministero per rimodulare le sanzioni e responsabilizzare le banche

Interrogazione sulle multe per assegni non trasferibili senza clausola: le sanzioni vanno rimodulate agli importi degli assegni e la banca dovrebbe essere tenuta a ritirare i blocchetti di assegni vecchi senza clausola di non trasferibilità.

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Interrogazione sulle multe per assegni non trasferibili senza clausola: le sanzioni vanno rimodulate agli importi degli assegni e la banca dovrebbe essere tenuta a ritirare i blocchetti di assegni vecchi senza clausola di non trasferibilità.

Torniamo a parlare dello scandalo delle multe per assegni senza clausola di non trasferibilità? Dopo aver raccolto le testimonianze di alcuni lettori, ci soffermiamo sugli ultimi aggiornamenti in merito a questa vicenda. Da segnalare l’interrogazione parlamentare promossa dal senatore lecchese della Lega Paolo Arrigoni. Dopo aver riassunto quello che sta accadendo e che vede come vittime inconsapevoli molti italiani “colpevoli” di aver compilato in maniera errata o incompleta un assegno vecchio sprovvisto di clausola di non trasferibilità ribadendo che “diverse centinaia di cittadini sono stati ingiustamente accusati di attività di riciclaggio a causa della normativa che prevede che gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro debbano contenere il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Il Ministero dell’Economia sta comminando per questo salatissime multe; per un pagamento di poco superiore ai 1.000 euro il cittadino subisce una sanzione da 3.000 a 50.000 euro, oppure se opta un’oblazione minima di 6.000”.

Assegni senza clausola di non trasferibilità: sanzioni proporzionate e obblighi di informazione riconsegna vecchi blocchetti

Il senatore non critica la norma del decreto antiriciclaggio del 2017, che ha dato attuazione alla direttiva UE 2015/849 ma le storture nell’applicazione della stessa “la ratio della direttiva è quella di contrastare la circolazione illecita del denaro per fini di finanziamento dell’attività terroristiche o per riciclaggio delle attività criminali, non certo quella di vessare i piccoli risparmiatori inconsapevoli”.
Ecco perché bisognerebbe in primis rimodulare la sanzioni: ci sono testimonianze in cui la sanzione comminata è perfino superiore all’importo dell’assegno non trasferibile.

E, come hanno sottolineato molte vittime delle sanzioni per gli assegni senza clausola di trasferibilità, al danno si aggiunge la beffa perché la banca non aveva minimamente segnalato che i vecchi blocchetti di assegni dovevano essere riconsegnati: “bisogna segnalare che gli istituti di credito non hanno provveduto a ritirare i blocchetti degli assegni bancari e postali né hanno informato i propri clienti della nuova normativa; e senza un pronto intervento da parte del legislatore, molti altri cittadini, ancora in possesso di vecchi blocchetti degli assegni, potrebbero continuare ad emetterne con importi superiori al limite e senza la clausola di non trasferibilità”.

Dove sta l’etica professionale e l’obbligo di trasparenza per gli istituti di credito?

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