Assegni: guida alla compilazione e regole per scoperti e postdatati

Cosa bisogna sapere per la compilazione di un assegno? Gli assegni scoperti e postdatati sono ammessi? Ecco una guida completa a questo strumento di pagamento

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Cosa bisogna sapere per la compilazione di un assegno? Gli assegni scoperti e postdatati sono ammessi? Ecco una guida completa a questo strumento di pagamento

Quali regole occorre tenere a mente per la compilazione degli assegni? Quali limiti e divieti vigono per assegni scoperti e postdatati? Quali rischi corre chi li emette e chi li incassa? Nonostante la digitalizzazione dei pagamenti gli assegni restano un metodo di pagamento molto gettonato soprattutto in seguito al limite dei contanti sopra i mille euro.

Compilazione assegni: elementi necessari

Con la definizione di assegni bancari ci riferiamo a quelli legati ad un conto corrente. Si differenziano per questo dagli assegni circolari. Per essere completo e accettato un assegno bancario deve contenere alcune voci fondamentali. Tra queste data e luogo di emissione, importo (due volte, prima in cifre e poi in lettere anteponendo preferibilmente alle cifre il carattere # per evitare modifiche fraudolente), firma del titolare del libretto degli assegni (traenza) e nome del beneficiario autorizzato ad incassare l’assegno emesso. La banca si riserva il diritto di rifiutare assegni che non presentano anche uno solo di questi elementi. Nel caso di assegni al portatore, trattandosi di titoli nominativi, va inserita necessariamente la clausola di non trasferibilità per importi superiori a mille euro: questa serve ad impedire la girata dell’assegno. La regola serve a contrastare fenomeni di riciclaggio.

Data assegno: assegni scoperti e posta datati

Di recente si è diffusa l’abitudine di non apporre la data di emissione dell’assegno per poter guadagnare qualche giorno di valuta. E’ una pratica da scoraggiare che comporta rischi: in caso di smarrimento o furto ad esempio non è possibile richiedere l’ammortamento. La data dell’assegno deve coincidere con quella di emissione e rappresenta, dal punto di vista del portatore, quella utile per l’incasso delle somme. Si parla infatti di titoli pagabili a vista. Gli assegni postdatati non sono più considerati reato (sebbene venga applicata una sanzione amministrativa per evasione dell’imposta di bollo) ma di fatto non vengono riconosciuti posto che danno in realtà diritto all’incasso al momento stesso della presentazione anche perché è vietato emettere assegni bancari se si è scoperti sul conto (di fatto quindi eventuali patti diversi sono nulli).

Assegni protestati: come tutelarsi

Se al momento di incassare l’assegno si realizza che era scoperto e quindi che nel conto di chi lo ha emesso non c’era liquidità sufficiente, la banca può rilasciare una dichiarazione che attesti l’impossibilità di pagare l’assegno. Presentando la documentazione alla Camera di Commercio è possibile fare inserire il nome di chi ha emesso l’assegno nell’elenco dei protestati. Il soggetto che ha emesso l’assegno scoperto riceve una raccomandata e ha 60 giorni di tempo per soddisfare il debito versando gli interessi legali e la relativa penale. Scaduto il termine si arriva all’iscrizione al CAI, ovvero alla Centrale di Allarme Interbancaria.    

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Argomenti: Pagamento in contanti

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