Aspetti fiscali dei compensi del servizio civile

I compensi da servizio civile percepiti dopo il 18 aprile 2017 sono esenti IRPEF e non concorrono all'imponibile previdenziale

di , pubblicato il
I compensi da servizio civile percepiti dopo il 18 aprile 2017 sono esenti IRPEF e non concorrono all'imponibile previdenziale

Nel 2019 ho percepito dei compensi relativamente al servizio civile svolto in Italia. Io sono residente e domiciliato in Italia. Sempre nel 2019 ho conseguito anche redditi da lavoro dipendente. Volevo chiedervi se nella mia dichiarazione dei redditi da presentare quest’anno con riferimento allo scorso anno dovrò indicare anche i compensi dal servizio civile.

Gentilissimo lettore

Con riferimento ai compensi percepiti per il servizio civile occorre distinguere a seconda che siano stati percepiti prima o dopo l’entrata in vigore del Decreto legislativo n. 40/2017 (ossia se prima o dopo il 18 aprile 2017).

Nel dettaglio se trattasi di emolumenti percepiti prima della predetta data, occorre far riferimento al chiarimento dato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 24/E del 2004. In tale documento di prassi, l’Amministrazione finanziaria precisa che in mancanza dei presupposti legislativi che consentivano di configurare il rapporto d’impiego dei volontari come un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente, tali somme andavano qualificate quali redditi di collaborazione coordinata e continuativa con la conseguente applicazione delle ritenute alla fonte.

Successivamente il legislatore è intervenuto con il D. Lgs. n. 40 del 2017, in cui all’art. 16 comma 1 è stato inserito il c.d. servizio civile universale. In esso si legge che il rapporto di servizio civile universale si instaura con la sottoscrizione del relativo contratto tra il giovane selezionato dall’ente accreditato e la Presidenza del Consiglio dei ministri. Questi dal punto di vista fiscale, non è assimilabile ad alcuna forma di rapporto di lavoro di natura subordinata o parasubordinata e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità.

L’indicazione in dichiarazione dei redditi

Al comma 3 dello stesso art.

16 si legge poi che gli assegni attribuiti agli operatori in servizio civile universale, inquadrati nei redditi derivanti dalle assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere, sono esenti da imposizioni tributarie e non sono imponibili ai fini previdenziali.

Dunque, sulla base di quanto anzidetto, per i compensi percepiti dal 18 aprile 2017 e derivanti dal servizio civile, questi sono esenti (non partecipano alla base imponibile IRPEF e nemmeno all’imponibile previdenziale). Il lettore se vuole può riportarli, comunque, nel suo modello reddituale indicandoli alla voce RL16 del Modello Redditi PF/2020 oppure al rigo D5 (codice 3) del Modello 730/2020 a seconda del modello che si presenta.

I compensi percepiti prima della suddetta data, invece, andavano riportati nel quadro dei “Redditi di lavoro dipendente ed assimilati” del modello dichiarativo.

Argomenti: , ,