Aspetti fiscali e contabili dei contributi a fondo perduto

I contributi a fondo perduto previsti a fronte del Covid-19 hanno irrilevanza fiscale e contabilmente sono contributi in conto esercizio

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I contributi a fondo perduto previsti a fronte del Covid-19 hanno irrilevanza fiscale e contabilmente sono contributi in conto esercizio

Dal decreto Rilancio al decreto Ristori bis, diverse sono le versioni di contributo a fondo perduto messi in campo dal Governo per dare sostegno a quelle attività interessate da provvedimenti restrittivi adottati a fronte dell’emergenza Covid-19.

Tutte le versioni sono accumunate da un unico denominatore, ossia la loro irrilevanza fiscale: il contributo non è soggetto ad alcuna ritenuta prima di essere erogato al beneficiario e non concorre alla formazione del reddito di quest’ultimo.

Contributi a fondo perduto: aspetti contabili

Dal punto di vista contabile, i contributi a fondo perduto erogati a fronte dell’emergenza Covid-19 sono qualificabili come “Contributi in conto esercizio” in quanto hanno “natura di integrazione dei ricavi dell’attività caratteristica o delle attività accessorie diverse da quella finanziaria o di riduzione dei relativi costi ed oneri” (Principio contabile OIC 12).

Trovano spazio alla voce “A5) – Altri Ricavi e Proventi” del Conto Economico. In questa voce, infatti, ai sensi del richiamato principio contabile OIC 12, possono trovare spazio i contributi in conto esercizio, i quali

“Sono dovuti sia in base alla legge sia in base a disposizioni contrattuali”.

Nel momento in cui è accordato il contributo a fondo perduto, dunque, contabilmente si rileverà il credito verso lo Stato ed il contributo in conto esercizio (alla voce A5 del conto economico). Al momento dell’incasso del contributo si rileverà, invece, l’entrata di Banca e l’estinzione del credito.

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