Aspetti fiscali del Cashback

Diversi dono i risvolti fiscali legati al programma Cashback voluto dal legislatore per incentivare gli acquisti e frenare l’evasione

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Diversi dono i risvolti fiscali legati al programma Cashback voluto dal legislatore per incentivare gli acquisti e frenare l’evasione

Partito il programma Cashback, ossia il piano di rimborsi legati agli acquisti di beni e servizi pagati con moneta elettronica e fatti dagli italiani sul territorio nazionale (sono esclusi gli acquisti online).

In dettaglio, pagando con la carta elettronica, si può ottenere il rimborso del 10% sull’importo degli acquisti in negozi, bar e ristoranti, supermercati e grande distribuzione o per artigiani e professionisti.

Ricordiamo che per partecipare occorre scaricare l’app IO sui cui registrarsi ed abbinare la carta elettronica con cui si effettuano gli acquisti. Occorre altresì indicare l’IBAN su cui si vuole vengano accreditati i rimborsi.

Il Cashback e i costi deducibili dell’imprenditore

Il Cashback è stato voluto da un lato per incentivare gli italiani agli acquisti e dall’altro per combattere l’evasione fiscale grazie alla tracciabilità dei pagamenti.

Dal punto di vista fiscale, il programma Cashback ha i suoi risvolti. In primo luogo c’è da precisare che i rimborsi ottenuti sono esenti da tasse e non concorrono a formare il reddito imponibile del beneficiario.

Altro aspetto da considerare è che sono fuori dal programma gli acquisti fatti nella sfera imprenditoriale e quelli fatti nell’esercizio dell’arte e professione. Quindi, ad esempio, l’acquisto di un computer da parte dell’imprenditore con fattura intestata all’impresa e pagamento fatto con carta elettronica sarà un costo deducibile dal reddito d’impresa ma nessun rimborso da Cashback si potrà ottenere in merito.

Spese detraibili e deducibili doppio vantaggio con il Cashback

Partecipano, pertanto, al Cashback solo gli acquisti fatti nella sfera privata (vedi anche Tutti gli acquisti esclusi dal Cashback). Nessuna incidenza ci sarà, invece, sul diritto alla detrazione fiscale ai fini IRPEF. Si pensi alle spese detraibili al 19%. Anzi in questo caso ricordiamo che, a decorrere dalle spese di cui all’art. 15 del TUIR (spese mediche, spese funebri, spese veterinarie, ecc.

) sostenute dal 1° gennaio 2020, il pagamento con strumento tracciabile è condizione essenziale ai fini della detrazione stessa.

Quindi, ad esempio, andando dal dentista e pagando con carta elettronica si potrà avere il doppio vantaggio della detrazione fiscale da un lato e della partecipazione al Cashback dall’altro.

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