Asilo famiglia in casa: come aprirlo, requisiti e procedura

Asilo famiglia in casa: come aprirlo, che cos'è e requisiti necessari per poter avviare l'attività presso l'abitazione.

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Asilo famiglia in casa: come aprirlo, che cos'è e requisiti necessari per poter avviare l'attività presso l'abitazione.

In quest’articolo parleremo di come aprire un asilo famiglia in casa, una realtà ormai in crescita che offre anche l’opportunità di lavoro. Questi sono delle alternative agli asili nido e hanno origine dal Nord Europa, dove si sono diffusi ampiamente nel resto del mondo.

Cosa sono

Gli asili famiglia sono simili ai normali asili nido privati o pubblici ma con la differenza che i bambini vengono accolti in casa. In origine, questi sono nati nei paesi del Nord Europa, in cui alcune donne senza lavoro a seguito di gravidanze avevano avuto l’idea di creare una sorta di asilo in casa. In sostanza, si tratta di una mamma con figli che mette a disposizione la sua casa per altri bambini, i quali sanno accuditi e nutriti secondo gli orari prestabiliti e pagando una rata mensile che si aggira tra i 300 e i 600 euro, in base al tipo di servizio offerto. L’asilo famiglia è rivolto ai bambini dai 3 ai 36 mesi, questi saranno accolti nell’abitazione e non dovranno essere più di 4 o 5 per ogni educatrice. Ad ogni bambino dovrà essere garantita assistenza, cibo e attenzioni. L’attività può essere svolta in una casa di proprietà, affitto o comodato d’uso, oppure in locali condominiali comuni o in saloni parrocchiali o comunali.

L’importante è il rispetto delle norme igieniche e di sicurezza per i più piccoli, dunque le stanze dovranno essere sempre pulite, areate e illuminate con impianti a gas ed elettrici a norma. Ogni bambino dovrà avere uno spazio di almeno 4 mq a testa. L’asilo famiglia, inoltre, può nascere sotto varie forme: come cooperativa, ditta individuale o come un’associazione con scrittura privata che regoli i rapporti tra le famiglie associate.

Per poter aprile un nido famiglia è importante possedere un diploma di liceo psico-pedagogico o la laurea in scienze della formazione primaria e aver seguito dei corsi di formazione finanziati dalla Regione con tirocinio. In seguito ci si può rivolgere al Comune per registrare la comunicazione di inizio attività presso l’Ufficio dei Servizi Sociali.

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