Articolo 18, licenziamento disciplinare e reintegro. Cosa cambia

Con il Jobs Act il licenziamento disciplinare dichiarato illegittimo comporterà il reintegro sul posto di lavoro solo per cause specifiche che ancora non sono note

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Con il Jobs Act il licenziamento disciplinare dichiarato illegittimo comporterà il reintegro sul posto di lavoro solo per cause specifiche che ancora non sono note

Cambia la disciplina del licenziamento nel Jobs Act, con la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Ecco le novità per il licenziamento disciplinare.

Licenziamento Jobs Act

Dopo aver parlato delle novità previste con il Jobs Act per il licenziamento economico ( si rinvia a Licenziamento economico: ecco come cambia nel Jobs Act) è la volta di trattare il licenziamento disciplinare alla luce delle ultime novità del Jobs Act.  

Licenziamento disciplinare: giusta causa o giustificato motivo soggettivo

Il licenziamento disciplinare si fonda su condotte del lavoratore che viola le norme stabilite dalla legge, dai contratti collettivi e all’interno del codice disciplinare dell’azienda. Il licenziamento disciplinare può essere attuato per una giusta causa o per un giustificato motivo c.d. soggettivo. La giusta causa si realizza quando il lavoratore ha commesso un fatto che fa venire meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. Si parla invece di giustificato motivo soggettivo quando il lavoratore commette infrazioni meno gravi ma che fanno venire meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

Licenziamento disciplinare nella riforma Fornero

La c.d. Riforma Fornero, la Legge 28 giugno 2012 n. 92, ha stabilito che per le imprese che occupano nello stesso Comune più di 15 dipendenti o che complessivamente hanno più di 60 dipendenti, il licenziamento è illegittimo se manca una giusta causa o un giustificato motivo, condannando il datore di lavoro a pagare al lavoratore una indennità che va da un minimo di 12 mensilità ad un massimo di 24 mensilità dell’ultima retribuzione globale dovuta al lavoratore. [fumettoforumright] E’ possibile la reintegra sul luogo di lavoro solo quando al lavoratore gli viene contestato un fatto che in realtà non sussiste ovvero il fatto che gli viene contestato sussiste ma nei contratti collettivi di lavoro viene punito con sanzioni che non prevedono l’espulsione del lavoratore.

 In questi casi, il giudice del lavoro può annullare il licenziamento, ordinare la reintegra sul luogo di lavoro e versare un’indennità non superiore a 12 mensilità.

 Licenziamento disciplinare nel Jobs Act: cosa cambia

La riforma del lavoro targata Renzi, il Jobs Act prevede che per il licenziamento disciplinare dichiarato illegittimo dal giudice dia diritto alla reintegra nel luogo di lavoro, solo per «specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato». Si rimanda a successivi decreti delegati la tipizzazione delle fattispecie.

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