Art Bonus, vale soltanto per gli istituti e i luoghi di appartenenza pubblica

Uno dei requisiti fondamentali per ottenere il bonus è quello della “appartenenza pubblica” degli istituti e dei luoghi a cui si intende effettuare le erogazioni liberali.

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Uno dei requisiti fondamentali per ottenere il bonus è quello della “appartenenza pubblica” degli istituti e dei luoghi a cui si intende effettuare le erogazioni liberali.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’interpello n. 451 del 7 ottobre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito al cosiddetto Art Bonus. vediamo meglio di cosa si tratta.

Il quesito del contribuente

L’istante, un’associazione priva di personalità giuridica, intende raccogliere fondi da destinare al recupero strutturale ed artistico di una chiesa di proprietà di un Ente di diritto privato sottoposto al controllo pubblico, il cui Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri: tre sono scelti dal Comune, uno dalla Regione e uno dal Provveditore agli Studi.

L’Associazione chiede di conoscere se i finanziamenti eventualmente reperibili da privati ed imprese per il sostentamento dell’intervento di restauro conservativo sotto forma di erogazioni liberali effettuate da mecenati possano beneficiare dell’agevolazione del art bonus.

Art Bonus, necessaria l’appartenenza pubblica

L’Art Bonus o Bonus Arte è un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo pari al 65% delle erogazioni liberali effettuate da ripartire in tre quote annuali di pari importo.

Il credito spetta per le erogazioni liberali in denaro effettuate per i seguenti scopi:

  • interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici
  • sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione
  • realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo
  • realizzazione di interventi di restauro, protezione e manutenzione di beni culturali pubblici qualora vi siano soggetti concessionari o affidatari del bene stesso

Uno dei requisiti fondamentali per ottenere il bonus, dunque, è quello della “appartenenza pubblica” degli istituti e dei luoghi a cui si intende effettuare le erogazioni liberali.

Nel caso in esame, lo stesso Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) si è espresso in merito alla vicenda.

Quest’ultimo, ha ritenuto che l’intervento di restauro della chiesa non possa beneficiare dell’agevolazione Art-bonus. La nomina di tre componenti del Consiglio di amministrazione da parte di enti pubblici non appare sufficiente a caratterizzare il bene come “culturale pubblico”.

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