Arriva il reato di tortura, “SI” al Senato, ma un testo “impresentabile”

Arriva il reato di tortura, passa al Senato con 195, il disegno di legge mira ad introdurre il reato nell'ordinamento italiano. Tutte le novità.

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Arriva il reato di tortura, passa al Senato con 195, il disegno di legge mira ad introdurre il reato nell'ordinamento italiano. Tutte le novità.

Arriva il reato di tortura, passa al Senato con 195 si e 8 no e 34 astenuti, il disegno di legge mira ad introdurre il reato nell’ordinamento italiano. Il testo era già stato approvato al Senato del 2014 poi nel 2015 alla Camera, adesso viene nuovamente modificato e torna a Montecitorio.
A favore hanno votato le forze di maggioranza, il Movimento 5 Stelle e Forza Italia, contraria la Lega Nord con 34 astenuti.
Il testo più volte riprodotto non manca di critiche, il senatore del Pd e presidente della commisioni dei Diritti umani Luigi Marconi, commenta “non ho partecipato al voto sull’introduzione del delitto di tortura nel nostro ordinamento perchè lo considero un brutto testo. E la scelta di non votarlo è per me particolarmente gravosa visto che del disegno di legge che originariamente portava il mio nome, depositato esattamente il primo giorno della presente legislatura, non rimane praticamente nulla”.

Il Testo approvato

Il ddl è composto dagli articoli n. 613 bis e n. 613 ter, entrambi introducono la tortura nel codice penale. Il testo prevede che chi commette reato di tortura molti anni di carcere fino ad arrivare all’ergastolo, inoltre, prevede aggravanti se a commettere e istigare il reato è un pubblico ufficiale. Ecco un riepilogo di tutte le novità.

Tortura

Prevede l’innalzamento da 4 anni a 10 anni di reclusione per chiunque, “con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose”.

Viene aggiunta nell teso la seguente precisazione:”se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”.

La pena di reclusione da 5 a 12 anni se il reato è commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle funzioni o da un incaricato di un pubblico servizio nell’esecuzione del servizio, la pena è della reclusione da cinque a dodici anni.
Le pene sono aumentate se dal reato deriva una lesione personale grave aumentano di un terzo e se ne deriva una lesione personale gravissima sono aumentate della metà.

La reclusione a 30 anni se dal reato deriva la morte quale conseguenza non voluta. Fino ad arrivare all’ergastolo se il colpevole cagiona volontariamente la morte. Non sussiste nel caso di sofferenze risultanti unicamente dall’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti.

Istigazione del pubblico ufficiale a commettere Tortura

Pena la reclusione da 6 mesi a 12 anni se il “pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, istiga altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di Tortura, se l’istigazione non è accolta ovvero se l’istigazione è accolta ma il delitto non è commesso. Le dichiarazioni o le informazioni ottenute mediante il delitto di Tortura non sono comunque utilizzabili, salvo che contro le persone accusate di tale delitto e al solo fine di provarne la responsabilità penale”.

Migranti

Nel testo sono previste modifiche anche nella disciplina sull’immigrazione prevedendo che non sono ammessi il respingimento o l’espulsione o l’estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a Tortura. Non può essere riconosciuta l’immunità diplomatica agli stranieri sottoposti a procedimento penale o condannati per il reato di Tortura in altro Stato o da un tribunale internazionale. Nel rispetto del diritto interno e dei trattati internazionali, lo straniero è estradato verso lo Stato richiedente nel quale è in corso il procedimento penale o è stata pronunciata sentenza di condanna per il reato di Tortura o, nel caso di procedimento davanti ad un tribunale internazionale, verso il tribunale stesso o lo Stato individuato ai sensi dello statuto del medesimo tribunale.

Testo difficilmente applicabile

Il commento sul ddl che introduce il reato di tortura: “Questa legge qualora venisse confermata anche dalla Camera sarebbe difficilmente applicabile”
“Il limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo e a circoscrivere in modo inaccettabile l’ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo, nonché distante e incompatibile con la Convenzione internazionale contro la tortura. Con rammarico prendiamo atto del fatto che la volontà di proteggere, a qualunque costo, gli appartenenti all’apparato statale, anche quando commettono gravi violazioni dei diritti umani, continua a venire prima di una legge sulla tortura in linea con gli standard internazionali che risponda realmente agli impegni assunti 28 anni fa con la ratifica della Convenzione”

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