Arriva la tassa di sbarco: buone ferie

Arriva la bella stagione e i comuni con sede nelle isole minori possono decidere di introdurre l'imposta di sbarco, in alternativa all'imposta di soggiorno. L'ultimo comune in ordine temporale a introdurla è Lipari

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Arriva la bella stagione e  i comuni con sede nelle isole minori possono decidere di introdurre l'imposta di sbarco, in alternativa all'imposta di soggiorno. L'ultimo comune in ordine temporale a introdurla è Lipari

Il decreto fiscale ha introdotto la tassa di sbarco sulle isole, in alternativa all’imposta di soggiorno, indicandone come prezzo massimo quello di 1,50 euro da pagare insieme al biglietto del trasporto marittimo alla compagnia di navigazione.

 

Le temperature sono in rialzo e chi può, considerando la crisi economica, comincia  a pensare alle ferie, ma anche sotto il solleone il pensiero delle tasse non abbandona gli italiani. Il decreto fiscale, il DL 16/12 ha introdotto la c.d. imposta di sbarco sulle isole minori. Il decreto fiscale ha in particolare modificato il decreto sul federalismo fiscale, il decreto legislativo n. 23/11, all’articolo 4 ove si prevede ora che per i comuni che hanno sede giuridica nelle isole minori e i comuni nel cui territorio insistono isole minori, possono istituire un’imposta di sbarco.

 

Importo tassa di sbarco

L’imposta in questione viene istituita in via alternativa all’imposta di soggiorno. Ciò significa che i comuni interessati hanno possibilità di scelta tra l’una o l’atra. L’imposta di sbarco in particolare avrà come importo massimo quello di 1,50 euro.

 

Riscossione tassa di sbarco

Saranno le compagnie di navigazione che offrono collegamenti marittimi di linea a doverla riscuotere insieme al prezzo del biglietto pagato dall’utente. Proprio la compagnia di navigazione è il soggetto responsabile del pagamento dell’imposta e ha diritto di rivalsa sui soggetti passivi ed è anche responsabile della presentazione della dichiarazione e degli ulteriori adempimenti previsti dalla legge e dall’apposito regolamento comunale che istituisce l’imposta di sbarco.

 

Tassa di sbarco: soggetti esclusi

Alcune categorie di soggetti sono esclusi dal pagamento della tassa in questione e sono i soggetti residenti, i lavoratori, gli studenti pendolari, nonché i componenti del nucleo familiare dei soggetti che risultano aver pagato l’Imu e che sono parificati ai soggetti residenti.

 

Le sanzioni

Precise sono le sanzioni in cui si incorre in caso di omessa o infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile dell’imposta o in caso di omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di sbarco. Nel primo caso si applica una sanzione amministrativa dal 100 al 200% dell’importo dovuto e nel secondo un importo pari al 30% di quello non versato.

 

Finalità introduzione tassa di sbarco

Scopo dell’introduzione dell’imposta di sbarco, come quella di soggiorno, è quello di recuperare risorse per finanziare interventi di recupero dei beni culturali o comunque di promozione del turismo. Fatto sta che, vista la situazione attuale, molto Comuni hanno deciso di istituire tale imposta e l’ultimo in ordine di tempo è la più grande isola delle Eolie, Lipari che ha seguito l’esempio di Capri. Turisti avvisati.

 

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Argomenti: Tassa di soggiorno