Arretrati pensioni e decreto rimborsi: novità e importi punto per punto

Ecco il decreto sui rimborsi delle pensioni ad agosto: novità punto per punto

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Ecco il decreto sui rimborsi delle pensioni ad agosto: novità punto per punto

Approvato in via definitiva il decreto sui rimborsi pensioni per la restituzione degli arretrati non indicizzati. L’accredito avverrà sulla pensione di agosto. Il testo del decreto è stato convertito in legge senza modifiche rispetto al passaggio alla Camera. Ecco le disposizioni punto per punto e che cosa aspettarsi per i rimborsi pensioni.

Rimborsi pensione: beneficiari e importo

Il decreto è stato approvato in seguito alla sentenza della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità del blocco della rivalutazione automatica per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo Inps per il 2012 e 2013.

La rivalutazione di agosto però sarà parziale (circa il 12% di quanto dovuto) e riguarderà un pensionato su tre ovvero una platea di circa 4,4 milioni di persone. La copertura finanziaria per il cd bonus Poletti per il 2015 è infatti pari a 2,18 miliardi. I rimborsi pensioni avverranno su base progressiva: a circa le metà dei beneficiari ancor oltre un terzo dell’ammontare totale della mancata indicizzazione. Più nello specifico saranno rivalutate al 100% le pensioni fino a tre volte il minimo, al 40% quelle comprese tra tre e quattro volte il minimo, al 20% quelle incluse tra quattro e cinque volte il minimo, al 10% gli assegni tra cinque e sei volte il minimo. Per gli assegni superiori a sei volte il minimo invece non è previsto alcun adeguamento.

Novità pensioni: cosa prevede il decreto sui rimborsi

Non solo rimborsi: nel decreto sono contenute novità procedurali importanti e più generali sul fronte pensioni. La prima concerne il pagamento di tutte le pensioni al primo del mese, novità già operativa dal mese di giugno. Se il primo del mese è festivo il pagamento avverrà il giorno seguente e comunque il primo giorno bancabile. Dal 2017 l’accredito della pensione viene posticipato di un giorno. L’altra misura, anch’essa non strettamente legata alla decisione della Consulta ma voluta dai vertici Inps, riguarda il tasso di capitalizzazione negativo dei montanti contributivi che era stato attivato per la prima volta lo scorso anno (-0,1927 per cento) sulla base dell’andamento negativo del Pil.

Nel decreto si stabilisce che il montante non potrà essere inferiore a uno. Nel decreto non mancano disposizioni su ammortizzatori sociali in deroga: la copertura finanziaria per la manovra è di 2,2 miliardi per gli anni 2015 e 2016 e di 2 miliardi dal 2017. Si trovano nel decreto anche le misure che facilitano i finanziamenti bancari per i datori di lavoro che non intendono anticipare il Tfr in busta paga con risorse personali o non ne hanno la possibilità. Per le operazioni non sono previsti oneri fiscali.    

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