Aprire un ristorante in casa: come fare e prospettive di guadagno

E’ la moda imprenditoriale del momento: aprire un ristorante in casa. Come funzionano gli home restaurant nel mondo e quali prospettive di guadagno danno in Italia

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E’ la moda imprenditoriale del momento: aprire un ristorante in casa. Come funzionano gli home restaurant nel mondo e quali prospettive di guadagno danno in Italia

Sbarca anche in Italia la moda di aprire un ristorante in casa. Vediamo quali requisiti occorrono, quali formalità bisogna rispettare e soprattutto quali sono le prospettive di guadagno concrete in Italia.

Home restaurant: anche in Italia il boom londinese?

  La moda dei ristoranti privati in casa nasce a Londra nel 2009: la prima gestrice è Miss Marmite.

Oggi i commensali sono disposti a spendere ben 50 sterline per mangiare a casa sua. In Italia il fenomeno sta iniziando a prendere piede grazie al passaparola sui social network e a canali di diffusione com Gnammo.com, ceneromane, New Gusto e KitchenParty.org. Tuttavia la diffidenza resta alta: in Italia la cultura gastronomica è sacra e pensare di pagare per essere invitato da sconosciuti senza avere garanzie sulla qualità, le regole igieniche etc lascia moti perplessi. Ma del resto siamo sicuri di avere queste sicurezze quando mangiamo al ristorante? Senza contare che in queste cene non si mangia solamente ma si partecipa ad un evento social. Quella che non deve passare è l’idea che sia un modo per andare a cena fuori spendendo poco. Per alcune cene i proprietari di casa chiedono anche 40 euro a persona (ad eccezione di Peoplecooks che ha come regola base la condizione che il pasto non superi il prezzo di sei euro). La moda in Italia ha coinvolto anche alcuni ex volti noti, tra cui ad esempio l’ex giornalista di Libero, Michele Ruschioni. Riusciranno i ristoranti domestici ad equiparare nel mondo della ristorazione il successo delle alternative private nell’offerta turistica o dei trasporti come Airbnb o Uber?

Come aprire un ristorante a casa: cosa serve

Per questo genere di attività non sono richieste licenze particolari o autorizzazioni. I requisiti burocratici sono ridotti al minimo. Essendo un’attività occasionale infatti entro i 5 mila euro lordi non è richiesta l’apertura della partita IVA. E’ consigliat

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