Aprire una Partita IVA nel 2017, quanto costa?

Ecco tutte le spese da sostenere per l'attivazione della partita Iva nel 2017 e il mantenimento dell’ attività.

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Ecco tutte le spese da sostenere per l'attivazione della partita Iva nel 2017 e il mantenimento dell’ attività.

Aprire una partita Iva nel 2017, quali sono i costi? Per verificare se conviene aprire una partita Iva, bisogna mettere insieme vari fattori. A volte aprire la partita Iva è una scelta obbligata e non sempre coincide con la scelta di intraprendere l’attività di aspirante imprenditore. Il più delle volte sono i potenziali datori di lavoro che richiedono l’apertura della Partita IVA preferendo una soluzione alternativa al lavoro subordinato.
La Partita IVA da sempre identifica un soggetto fiscale, lavoratore autonomo o ditta individuale, riconoscibile da una sequenza di 11 cifre e  preceduta dalla sigla dello stato di appartenenza.

Come aprire la Partita IVA nel 2017

La partita IVA si apre in modo semplice e gratuito. Si può aprire tramite l’Agenzia delle Entrate compilando l’apposito modello, oppure attraverso il sistema Comunica. Per presentare la dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessione attività ai fini Iva delle persone fisiche (modelli AA9/12), i contribuenti tenuti all’iscrizione nel Registro delle imprese o nel Registro delle notizie economiche e amministrative (Rea) devono avvalersi della Comunicazione Unica, anche nel caso in cui la dichiarazione anagrafica ai fini Iva sia l’unico adempimento da svolgere.

La Comunicazione Unica, permette di compilare il modello AA9/12 e inviare il tutto in via telematica o su supporto informatico al Registro delle imprese .
La dichiarazione va presentata entro trenta giorni dalla data dell’effettivo inizio. L’attività si considera effettuata quando sia stata posta in essere almeno un’operazione attiva o passiva.
In fase di rodaggio del nuovo sistema, l’Agenzia continua ad accettare le dichiarazioni presentate attraverso i propri canali telematici, tenendo conto che la finalità della Comunicazione Unica è quella di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti.

Con la Comunicazione Unica, infatti, tutti gli adempimenti possono essere assolti rivolgendosi ad un solo polo telematico, il Registro delle Imprese, è l’unico soggetto a cui inviare la pratica digitale contenente le informazioni per tutti gli enti. L’apertura della Partita IVA non comporta costi in sé, ma ci sono nel breve e nel medio termine una serie di altre spese correlate al mantenimento che vanno considerate. Vediamole nel dettaglio.

Aprire una partita IVA  online gratis: ecco come fare

Partita Iva e scelta codice ATECO

Nell’apertura della partita Iva, bisogna indicare il codice dell’attività che si vuole svolgere, codice Ateco. La definizione del codice attività non è banale e ha un’importanza fondamentale per la valutazione dell’attività ai fini fiscali. La tabella di classificazione delle attività economiche chiamata ATECO 2007 è consultabile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario o ordinario

Un fattore importante è scegliere il tipo di sistema contabile: regime forfettario 2017 o contabilità ordinaria. Non è più possibile optare per il regime dei minimi.
Tutti coloro che nel 2016 hanno aperto la propria attività con il regime dei minimi, con un’imposta sostitutiva agevolata del 5%, possono mantenere tale regime fino al raggiungimento della soglia limite di età, che è fissata a 35 anni.

Regime ordinario: i costi per coloro che aprono una partita IVA a regime ordinario riguardano le spese di gestione e i  numerosi obblighi contabili, a seconda che il regime di contabilità sia ordinario o semplificato. Le spese ricorrenti sono:

  • diritto annuale per l’iscrizione dell’impresa alla Camera di Commercio,il cui costo da 12 euro (per unità locale) ai 120 euro (per le società semplici inattive o non agricole e per le società tra professionisti);
  • costo del commercialista (almeno 900/3.00 euro l’anno)
  • contributi INPS
  • IRPEF
  • IVA
  • IRAP

Regime forfettario con due tipi di tassazione agevolata

1° tipo di tassazione per le nuove partita IVA, si applica il regime forfettario startup, che prevede la tassazione agevolata del 5% per i primi 5 anni d’imposta e del 15% a partire dal sesto anno.

I contributi INPS incidono invece per il 27% sul reddito di impresa.

2° tipo di tassazione, per le partite IVA già avviate, si applica il regime forfettario ordinario con aliquota al 15%.

Chi opta per il regime forfettario ha pochissimi obblighi contabili, in quanto godono di importanti  semplificazioni:

  • divieto di rivalsa dell’IVA;
  • divieto di esercitare il diritto alla detrazione dell’IVA;
  • esonero dalla registrazione delle fatture emesse;
  • esonero dalla registrazione dei corrispettivi;
  • esonero dalla registrazione delle fatture di acquisto;
  • esonero tenuta e conservazione dei registri e documenti;
  • esonero dalla liquidazione e versamento dell’IVA;
  • esonero dalla dichiarazione IVA;
  • esonero dalla presentazione dello spesometro;
  • esonero dall’obbligo di comunicazione delle operazioni effettuate nei confronti di operatori aventi sede nei Paesi black list;
  • esonero dalla certificazione dei corrispettivi qualora svolgano le attività previste dall’art. 2 del D.P.R. 696/1996.

Aprire una Partita Iva comporta aprire una posizione INPS

Dopo aver ricevuto il numero di partita IVA, è obbligatorio aprire una posizione previdenziale presso l’INPS. Se si usa il canale telematico ComUnica, contestualmente all’inizio attività ai fini IVA si può presentare anche l’apertura della posizione INPS. Per alcune tipologie di imprese è obbligatorio utilizzare esclusivamente il canale telematico: le aziende con dipendenti, i titolari e soci di imprese del settore terziario e le aziende agricole autonome. Le altre imprese possono richiedere l’apertura di una nuova posizione previdenziale anche presso gli uffici territoriali di competenza.

Aprire una Partita Iva comporta l’iscrizione al Registro delle Imprese

Per coloro che aprono una ditta individuale, devono effettua l’iscrizione dell’impresa nel registro imprese presso la Camera di Commercio, si ricorda che con il sistema ComUnica, viene effettuato tutto contestualmente all’inizio attività, posizione INPS e iscrizione Camera di Commercio. Successivamente bisognerà comunicare al Comune l’avvio della propria attività.
Quando si sceglie di costituire una società l’iscrizione alla Camera di commercio è effettuata dal notaio, (quando la società è costituita tramite atto pubblico notarile).

Riepilogo dei costi per aprire una Partita Iva nel 2017

Per sapere esattamente quanto costa aprire una Partita Iva nel 2017, bisogna suddividere i costi in due aree: costi fissi e costi variabili.

Costi fissi
Molto dipende dalla tipologia dell’azienda che si intende aprire, dal regime fiscale a cui si aderisce e dai ricavi conseguiti. Ecco un riepilogo dei costi:

  • Diritto camerale annuale da versare il 16 giugno di ogni anno, il cui costo da 12 euro (per unità locale) ai 120 euro (per le società semplici inattive o non agricole e per le società tra professionisti);
  • Costo del professionista, l’onorario annuale varia a seconda della tipologia dell’attività svolta e delle caratteristiche in base al regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva, tutte queste variante faranno registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale, dalla città in cui lo studio del professionista ha sede e possono variare da un minimo di 900,00 euro a 3.000 euro all’anno.
  • Contributi INAIL, servono a coprire il rischio di infortuni e malattie professionali sul luogo di lavoro, sono versati dall’azienda con dipendenti;
  • Contributi INPS, sono invece obbligatori per tutti i titolari di Partita IVA e che devono essere versati anche per ciascun dipendente che lavora all’interno dell’impresa. Per il regime contributivo agevolato è stata prevista la proroga anche per il 2017. L’INPS ha stabilito per chi aderisce al regime forfettario un regime agevolato di contribuzione con una riduzione dei pari al 35%.

Costi variabili 

Variano in base al regime contabile che viene adottato, la scelta si ripercuote anche su ulteriori costi variabili, quali IRPEF e IRAP. Anche la deducibilità e l’acquisto di beni strumentali influisce sull’ammontare dei costi variabili annuali totali.

Costi aumentati rispetto al 2016

Secondo le stime effettuate dagli esperti, aprire una Partita Iva nel 2017 potrebbe comportare un aumento di costi fino a 500 euro in più. L’aumento è dovuto per l’aumento degli adempimenti previsti nella Legge di Stabilità. L’aumento, nelle specifico, è dovuto a tre fattori presenti nel D.L. 196/2016:

  • la nuova forma di liquidazione Iva periodica;
  • la comunicazione Iva trimestrale;
  • spesometro analitico, sempre con cadenza trimestrale.

L’aumento dei costi è dovuto soprattutto all’aumento dei costi di gestione e di aggiornamento. Sempre secondo gli esperti del settore, il costo previsto per il 2018 potrebbe ulteriormente aumentare.
Il Governo, per compensare l’aumento dei costi ha prorogato il super-ammortamento per le imprese.

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