App IO, cosa è e cosa si può fare

Il governo renderà obbligatoria l’app IO per tutte le amministrazioni pubbliche. Ecco cosa si potrà fare dal proprio smarphone.

di , pubblicato il
Il governo renderà obbligatoria l’app IO per tutte le amministrazioni pubbliche. Ecco cosa si potrà fare dal proprio smarphone.

Non solo Pin e Spid, presto arriverà anche l’app IO. Si tratta di una applicazione universale dei servizi della pubblica amministrazione, già operativa, ma che sarà presto estesa a tutte le amministrazioni dello Stato.

Molti cittadini già conoscono l’app IO. L’hanno dovuta scaricare sul proprio smartphone per poter beneficiare del bonus vacanze. Numericamente parlando, sono oltre 1,53 milioni gli utenti che hanno installato l’app IO e hanno ottenuto il bonus per un controvalore totale di oltre 683 milioni di euro. Ma in totale, gli utenti che finora hanno scaricato l’app IO sono 3,46 milioni, il 5,7% della popolazione italiana.

App Io a cosa serve e cosa si può fare

Ma cosa è esattamente l’app IO? E’ un’applicazione che permetterà a tutti i cittadini, attraverso i vari servizi forniti dalla pubblica amministrazione, di effettuare autocertificazioni, di presentare istanze e dichiarazioni o di effettuare pagamenti, tramite PagoPa, alle amministrazioni. Ma le intenzioni del governo potrebbero andare anche oltre, grazie all’esperienza maturata col bonus vacanze. Richieste di bonus Inps, esenzioni contributive, ricette sanitarie, impegnative mediche, operazioni fiscali, ecc. tutto potrà essere fatto attraverso l’utilizzo della app IO.

App Io e PagoPA

Anche i pagamenti. Allo scopo tutti i servizi della pubblica amministrazione per i quali saranno richiesti pagamenti si interfacceranno con il servizio PagoPA, già attivo e funzionante. Compresi i pagamenti di F24 o le prestazioni medico sanitarie richieste dalle Regioni al momento del pagamento del ticket sanitario, i pagamenti dei servizi delle giustizia (contributo unificato, certificato, spese di processo, ecc.). Tutto dovrà quindi essere possibile con un semplice click, allo scopo di semplificare la vita del cittadino e di rendere l’accesso ai servizi pubblici veloce e comodo.

In proposito il governo non intende perdere tempo. La misura è contenuta nel decreto-semplificazioni che impone l’obbligo alle pubbliche amministrazioni di rendere fruibili i propri servizi in rete tramite applicazione su dispositivi mobili anche attraverso il punto di accesso telematico, costituito e rappresentato dall’applicazione Io. Le amministrazioni pubbliche sono quindi tenute ad avviare i relativi progetti di trasformazione digitale entro il 28 febbraio 2021. I dirigenti pubblici responsabili che si muoveranno in ritardo saranno sanzionati e, nei casi più gravi, rimossi.

Semplificazione o complicazione?

Il ministero per l’Innovazione e la digitalizzazione ritiene che l’app IO contribuirà a semplificare i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini. Finora per accedere ai vari servizi online bisogna disporre di Pin e password differenti per ogni amministrazione con il fastidio di doversi districare fra le varie piattaforme digitali. In futuro tutti i servizi in digitale resi da qualsiasi amministrazione saranno appunto accessibili tramite un’unica applicazione.

Ma sarà veramente così? Finora la digitalizzazione della pubblica amministrazione ha maledettamente complicato, sia il lavoro dei dipendenti pubblici, sia quello dell’utenza. Ricordarsi Pin, password, Spid sperando di fare le cose correttamente senza assistenza è diventata impresa titanica per chiunque, soprattutto per le persone più anziane. Si pensi solo al fatto che per recarsi all’Inps o all’ufficio postale bisogna prenotare giorno e orario. E così in molti altri uffici pubblici. Emergenza Covid si dirà, ma sono già in molti a pensare che tutto questo diventerà la regola in futuro. Se poi ci mettiamo dentro anche lo smart working, il rapporto fra cittadino e utente diventerà puramente fittizio.

Argomenti: ,