Ape Sociale: chi assiste familiari con handicap può andare in pensione prima

Chi assiste familiari con handicap grave può andare in pensione in anticipo con Ape Sociale. Requisiti e importi della pensione anticipata.

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Chi assiste familiari con handicap grave può andare in pensione in anticipo con Ape Sociale. Requisiti e importi della pensione anticipata.

Chi assiste familiari con handicap può accedere alla pensione anticipata prevista da Ape Sociale. L’anticipo pensionistico è infatti riservato anche ai lavoratori che si trovano in stato di disagio.

Ape Sociale non è una vera e propria pensione, ma uno scivolo verso la pensione che prevede l’erogazione di una indennità economica per 12 mensilità. È concessa solo se si posseggono determinati requisiti e si versa in particolari situazioni di disagio.

Ape Sociale per chi assiste familiari con handicap

Coloro che assistono familiari con handicap possono quindi accedere ad Ape Sociale. A patto che, al momento della richiesta, l’assistenza sia svolta da almeno 6 mesi. Questo è dimostrabile dalla residenza del richiedente che deve coincidere con quella della persona assistita.

L’assistenza deve inoltre essere offerta al coniuge o a un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104). Ma anche un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano mancanti.

Altro requisito indispensabile per poter presentare domanda di Ape Sociale è quello di possedere almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi al momento della domanda al Inps.

Importo e durata dell’anticipo pensionistico

Posto che un lavoratore soddisfi i requisiti di cui sopra, vediamo come funziona Ape Sociale. L’indennità decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domande ed è calcolata sulla base della contribuzione versata e dell’anzianità del richiedente. In pratica è come se fosse liquidata la pensione.

L’Ape Sociale è quindi corrisposta mensilmente, ma senza tredicesima, e ha un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

Qualora il richiedente avesse diritto a un importo maggiore in base ai calcoli, dovrà attendere la maturazione dei requisiti della pensione per vedersi riconoscere appieno l’assegno.

L’importo non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo, qualora ve ne fosse bisogno. Nemmeno sono riconosciuti contributi figurativi durante il periodo di godimento di Ape Sociale.

Infine, durante il periodo di godimento dell’Ape Sociale il beneficiario non può ottenere altri trattamenti diretti previdenziali, né conseguire redditi da lavoro se non al di sotto di 4.800 euro lordi all’anno.

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