Animali domestici e Redditometro 2013. Spese veterinarie come indice di ricchezza, miopia che porta abbandoni e nero

Anche le spese veterinarie per animali domestici tra le 100 voci del nuovo redditometro 2013. Il grande occhio del Fisco non risparmia davvero nessuno

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il

Anche gli animali e le spese veterinarie soggetti al redditometro 2013, l’accertamento sintetico del reddito che scova gli evasori fiscali.

 Nuovo redditometro 2013: le voci di spesa

 Debutta il nuovo redditometro 2013, lo strumento di accertamento sintetico del reddito che verifica la discrepanza tra quando dichiarato dal contribuente e quanto speso, sulla base di 100 voci di spesa che vanno dall’abitazione, al tempo libero, passando per l’istruzione e la cura della persona. Nel Redditest, lo strumento di autoanalisi che le Entrate hanno messo a disposizione sul loro sito istituzionale, affinchè il contribuente possa verificare da solo l’eventuale discrepanza e prepararsi così ad una visita degli 007 del Fisco, troviamo la sezione “spese varie sostenute nell’anno”, in cui particolare attenzione è da porre alle spese per animali domestici.

 Redditometro animali

 La recente circolare omnibus delle Entrate sul nuovo redditometro (si veda il nostro articolo Nuovo redditometro 2013, ecco la circolare omnibus) fornisce le istruzioni necessarie, ma non specifica cosa debba intendersi per le spese per animali domestici che troviamo nelle 100 voci di spesa che il contribuente deve indicare. Senza dubbio ciò significa che anche gli animali domestici finiscono per essere soggetti alle attenzioni del Fisco.

 Redditometro animali e spese veterinarie: l’importo tollerabile

 Ma cosa significa per l’esattezza che le spese per animali domestici rientrano nel redditometro 2013? Sicuramente che le spese veterinarie e tutte le altre che il contribuente effettua per gli animali domestici saranno setacciate dal Fisco. Il limite massimo superato il quale il contribuente viene inserito in liste selettive di potenziali evasori da sottoporre a controllo, come confermato anche nella circolare omnibus, è del 20% tra quanto dichiarato e quanto speso. Se poco tempo fa anche il numero uno delle Entrate, Befera, ha indicato quale importo massimo tollerabile di divergenza tra speso e dichiarato superato il quale partono i controlli, l’importo di 12mila euro annui, sicuramente in questo limite rientrano le spese veterinarie e tutte quelle effettuate per gli animali domestici.

 Redditometro animali: la richiesta dell’Anmvi

 Tuttavia nonostante le rassicurazioni ufficiali, i primi effetti negativi  nel ricomprendere tra le voci di spesa del nuovo redditometro anche quelle per gli animali domestici, non si sono fatti attendere.  Importante sigle sindacali di medici veterinari hanno manifestato la loro preoccupazione in relazione ad un trend in crescita che riguarda la diminuzione dei microchip sugli animali, ossia l’identificazione del cane con microchip e la sua registrazione nell’anagrafe regionale canina che è obbligatoria per legge.  “Se non si toglierà la voce di spesa sugli animali domestici da quelle comprese nel redditometro” – ha detto  Marco Melosi, Presidente dell’Anmvi, l’associazione nazionale medici veterinari italiani- aumenterà il numero di chi non iscriverà i proprio cuccioli all’anagrafe pur di non farsi tassare ulteriormente”. Discorso valevole anche per le spese veterinarie.

Rischio abbandono degli animali e cure veterinarie in nero

Il tutto a discapito dei nostri amici a 4 zampe che finiranno per essere abbandonati, uno scempio che si ripete puntuale come ogni estate e a non ricevere le cure adeguate, visto che molti italiani potranno decidere di non rivolgersi più al veterinario o saranno costretti al nero per continuare ad accudirli.

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Argomenti: Redditometro

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