Andare in pensione prima con l’Isopensione: ecco i requisiti 2016

Andare in pensione fino a 4 anni prima: come funziona l'Isopensione

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Andare in pensione fino a 4 anni prima: come funziona l'Isopensione

Va avanti a rilento la riforma delle pensioni. Ma quali sono gli strumenti che già esistono per andare in pensione prima? Dal 2013 la legge Fornero ha introdotto l’esodo dei lavoratori anziani, detto tecnicamente Isopensione. Questo strumento è riservato alle aziende medio-grandi (con più di 15 dipendenti).

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Requisiti Isopensione per andare in pensione prima

L’Isopensione prevede la possibilità di andare in pensione fino ad un massimo di quattro anni prima.

L’azienda si impegna a versare, oltre all’assegno senza penalizzazione, anche la corrispondente copertura contributiva per il raggiungimento del diritto all’assegno di quiescenza definitivo. Perché si configuri l’Isopensione sono necessari i seguenti requisiti:

–          accordo: in primo luogo deve sussistere l’accordo sottoscritto tra azienda e sigle sindacali per la gestione degli esuberi;

–          distanza temporale dalla pensione non superiore a 4 anni. Questo significa che per il 2016 possono andare in pensione prima mediante Isopensione i lavoratori che hanno non meno di 63 anni di età e che, quindi, potrebbero ottenere la pensione di vecchiaia a 67 anni di età nel 2020 oppure quelli che hanno 39 anni e tre mesi di contributi e che, quindi, potrebbero andare in pensione anticipata nel 2020 con 43 anni e 3 mesi di contributi.

Isopensione: domanda e iter 2016

L’accordo tra datore di lavoro e sindacati va presentato all’Inps che dovrà validarlo dopo aver valutato la consistenza organica dell’azienda. Qualora ricorrano tutti i requisiti di cui sopra, l’Inps rilascerà un prospetto di esodo annuale, utile ai fini della fideiussione bancaria. Questo viene inviato tramite PEC al datore di lavoro. Il pagamento dell’assegno di esodo sarà messo in pagamento dal primo del mese successivo. L’assegno è pari all’importo del trattamento pensionistico che spetterebbe al lavoratore, esclusa la contribuzione figurativa che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo. Non è attribuita la perequazione automatica. La prestazione non è reversibile.

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