Anatocismo bancario: cosa e’? Tutte le novità che lo disciplinano

Le novità introdotte dalla delibera del 24 agosto della Banca d'Italia sull'anatocismo bancario.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Le novità introdotte dalla delibera del 24 agosto della Banca d'Italia sull'anatocismo bancario.

Molto spesso si sente parlare di anatocismo bancario senza ben sapere a cosa ci si riferisce. Nel linguaggio bancario l’anatocismo è la produzione di interesse da parte di altri interessi resi produttivi su un determinato capitale. Questi interessi vengono definiti composti e un classico esempio può essere trovato sul calcolo degli interessi di un conto deposito e degli interessi passivi di un mutuo.   In Italia il fenomeno dell’anatocismo ha aperto numerosi dibattiti e infinite dispute andando ad interessare il piano legislativo, giudiziario e finanziario etico. Fino al 2013 la normativa che regolava l’anatocismo bancario che prevedeva delle condizioni ben precise per la pratica dell’anatocismo prevedendo che gli interessi capitalizzati periodicamente non potessero produrre ulteriori interessi che vengono calcolati solo sul capitale.   A due anni dall’entrata in vigore dell’articolo 120 del TUB, con la Legge di Stabilità del 2014 la Banca D’Italia lo corso 24 agosto ha proposto una Delibera che rimarrà una proposta fino al prossimo 23 ottobre e che in mancanza di modifiche diventerà definita ed applicata a partire dal 1 gennaio 2016. I 5 articoli che compongono la delibera vanno a modificare in parte la normativa vigente.   L’articolo 1 stabilisce che il cliente, soggetto interessato dal provvedimento, è chiunque abbia un rapporto contrattuale con un intermediario e non tutti coloro che svolgono attività di intermediazione.   L’articolo 2 della delibera delimita l’abito di applicazione della stessa alle operazione volte alla raccolta del risparmio e nel rapporto tra intermediari e clienti. Nell’ambito di applicazione non rientrano gli interessi moratori.   L’articolo 3 stabilisce che gli interessi maturati non possono produrre interessi.   Nell’articolo 4 si descrivono i criteri di calcolo e riscossione degli interessi nei rapporti regolati in conto corrente, conti di pagamento e finanziamenti sulle carte di credito. La periodicità del calcolo degli interessi debitori e creditori va stabilita nel contratto che regola il rapporto e non può essere inferiore ad un anno. Gli effetti di questo comma sono che gli interessi saranno liquidati il 31 dicembre di ogni anno e non ogni trimestre come spesso accadeva.   Sempre l’articolo 4 stabilisce che la contabilizzazione degli interessi maturati deve essere separata dal capitale. Gli interessi, quindi non potranno essere addebitati autonomamente sul conto dall’istituto di credito, dal 2016 il capitale produrrà interessi mentre gli interessi non capitalizzati saranno congelati fino alla loro esigibilità, non potendo nel frattempo produrre altri interessi. Come potranno essere riscossi? Trascorsi 60 giorni dal ricevimento dell’estratto conto gli interessi potranno essere addebitati sul conto, se il cliente è incapiente potrà pagare gli interessi in contanti o con un bonifico da parte di un’altra banca. In caso di incapienza la banca potrebbe utilizzare, per estinguere il debito, i primi soldi attivi sul conto (ad esempio al primo addebito dello stipendio successivo).   La delibera, come spiega l’articolo 5, sarà applicata sugli interessi maturati al 1 gennaio 2016.

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Argomenti: Normativa e Prassi