Ammortizzatori sociali 2016: gli aiuti regionali che incrementano la Naspi

Guida agli ammortizzatori sociali regionali 2016: dove sono riconosciuti, a quali condizioni e per quale importo. Tutto quello che c'è da sapere

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Guida agli ammortizzatori sociali regionali 2016: dove sono riconosciuti, a quali condizioni e per quale importo. Tutto quello che c'è da sapere

Diverse regioni prevedono ammortizzatori sociali che si vanno ad aggiungere a Naspi, Asdi e altri assegni nazionali di sostegno al reddito per il 2016. Anche se solitamente non si tratta di importi elevati, è bene che i lavoratori ne siano a conoscenza per non perdere contributi che spettano di diritto.

Ecco le regioni che prevedono ammortizzatori sociali per il 2016 e a quali condizioni.

Non solo Naspi: ecco la mappa degli ammortizzatori sociali regionali 2016

Friuli Venezia Giulia: per i residenti è previsto un intervento monetario elargito nell’ambito di un progetto concordato con i servizi sociali comunali, in collaborazione con i centri regionali per l’orientamento. La fase sperimentale prevede uno stanziamento di 30 milioni di euro (10 milioni ad anno dal 2015 al 2017). Possono fare domanda i nuclei con ISEE non superiore a 6 mila euro; non può essere riconosciuto più di un assegno per nucleo familiare contemporaneamente per importi dai 600 euro (900 se ci sono persone non autosufficienti).

Ammortizzatori sociali: importi 2016 Naspi, Asdi e DIS-COLL

Ammortizzatori sociali regionale 2016: mappa dei sussidi

Lombardia: Il “Progetto di inserimento lavorativo” in Lombardia punta a riconoscere il reddito di autonomia per le politiche attive del lavoro, messo a disposizione dallo scorso anno. I requisiti per la domanda prevedono: –          disoccupazione da più di 36 mesi; –          ISEE non superiore a 18 mila euro; –          non concomitanza di altri altre integrazioni al reddito (Naspi, Asdi, DIS-COLL etc). Gli under 30 possono partecipare solo dopo aver completato il percorso Garanzia Giovani. L’importo massimo riconosciuto è di 1.800 euro per sei mesi. Basilicata: i beneficiari sono divisi in due categorie: –          fuoriusciti dalla mobilità in deroga con ISEE sotto i 15.500 euro; –          disoccupati/inoccupati da almeno due anni (o anche uno se hanno ISEE sotto i 9 mila euro). L’assegno medio è di 450 euro al mese ma è subordinato all’espletamento di attività socialmente utili. Molise: Hanno priorità nell’assegnazione del reddito minimo di cittadinanza: –          i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico; –          i nuclei monogenitoriali e quelli con anziani o disabili a carico. E’ riconosciuto un massimo di 300 euro per 12 mesi.

Trento e Bolzano: la provincia autonoma di Bolzano prevede un reddito minimo dal 2000.

Viene erogato per un periodo massimo di sei mesi. L’importo varia in base all’inflazione: per il 2016 mediamente è di 1000 euro per un nucleo di quattro persone.

Anche il reddito di garanzia nella provincia di Trento varia in base al numero dei componenti e dell’ICEF (Indicatore della Condizione Economica Familiare). In ogni caso non può superare i 6500 euro annui.

Valle d’Aosta: le risorse stanziate sono pari a 1,4 milioni di euro da distribuire in assegni mensili fino a 550 euro per cinque mesi. Non sono ammessi gli under 30. La soglia economica è fissata a 6 mila euro. Bisogna inoltre dimostrare di aver lavorato almeno 365 giorni negli ultimi cinque anni.

Puglia: si chiama reddito di dignità e prevede assegni da 210 euro a 600 mensili per ISEE non superiori a tre mila euro.

Piemonte: dalla fine dello scorso anno è stata annunciata una misura per ammortizzatori sociali nel 2016 ma ad oggi non è stata ancora formulata una proposta concreta di legge.

 

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