Alle prestazioni di ippoterapia non si applica l’Iva. I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Rientrano tra le ipotesi di esenzione Iva le attività socio-sanitarie di ippoterapia svolte nei confronti di determinati soggetti da associazioni autorizzate.

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Rientrano tra le ipotesi di esenzione Iva le attività socio-sanitarie di ippoterapia svolte nei confronti di determinati soggetti da associazioni autorizzate.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta all’Interpello n. 560 del 28 novembre 2020, fornisce utili chiarimenti in merito al regime di esenzione Iva previsto dall’articolo 10, comma 1, n. 18 e n. 27-ter, del Dpr n. 633/1972, per le prestazioni di terapia assistita con gli animali. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il quesito del contribuente

L’istante è una struttura sanitaria privata semplice autorizzata dall’A.S.S. n. 6 Friuli Occidentale “all’erogazione delle attività di Ippoterapia per disabilità fisiche e psichiche” rientranti tra le “Terapie assistite con gli animali”(TAA)”.

I pazienti sono in possesso di un certificato medico che attesta la necessità delle cure di ippoterapia.

Alla luce di ciò il contribuente chiede se alle prestazioni di terapia assistita con gli animali (e non, quindi, alle attività complementari) possa essere applicato il regime di esenzione da Iva previsto dall’articolo 10, comma 1, n. 18 e n. 27-ter, del Dpr n. 633/1972 trattandosi di prestazioni sanitarie di riabilitazione e cura alle persone nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza.

 

Ippoterapia, quando la prestazione è esente iva?

Con l’Accordo del 25 marzo 2015, il Governo, le Regioni e le Provincie Autonome hanno provveduto a regolamentare gli Interventi assistiti con gli animali attraverso il documento recante Linee Guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA).

Per quanto riguarda l’applicazione del regime di esenzione Iva, il documento di prassi evidenzia che per poterne usufruire occorre soddisfare contemporaneamente:

  • i requisiti oggettivi richiesti dalla disposizione, ossia il tipo di prestazione e il luogo (assistenza domiciliare o ambulatoriale in comunità e simili);
  • i requisiti soggettivi del personale che svolge l’attività e di chi riceve la prestazione (figure professionali sanitarie riabilitative indicate nell’accordo e nelle relative linee guida).

L’Agenzia, in conclusione, ritiene che l’associazione potrà emettere fattura in esenzione Iva per le sole prestazioni di terapia assistita con animali rese nei confronti delle persone indicati nell’articolo 10, comma 1, n. 27-ter del decreto Iva, purché munite di prescrizione medica dalla quale risulta la necessità della prestazione sanitaria funzionale alla tutela della salute.

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