Alitalia: Cigs per 4.000 dipendenti, nazionalizzazione in vista

Alitalia sarà nazionalizzata dal Ministero dell’Economia. Nel frattempo scatta la cassa integrazione per 4.000 dipendenti della compagnia di bandiera.

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Alitalia sarà nazionalizzata dal Ministero dell’Economia. Nel frattempo scatta la cassa integrazione per 4.000 dipendenti della compagnia di bandiera.

La crisi del trasporto aereo picchia duro anche sulla disastrata Alitalia. La compagnia di bandiera è l’unica al momento in grado di assicurare le tratte più importanti a corto e medio raggio sul territorio nazionale e non può essere abbandonata a un destino già segnato.

Così i dipendenti di Alitalia, all’indomani del varo del decreto Cura Italia da 25 miliardi di euro, saranno messi in cassa integrazione e la società con ogni probabilità verrà nazionalizzata. Il decreto prevede infatti la costituzione di una newco interamente controllata dal Mef che rileverà la compagnia già in amministrazione straordinaria.

4.000 lavoratori Alitalia in Cig

Per quanto riguarda hostess, steward, piloti e tutto il personale Alitalia, scatteranno da subito gli ammortizzatori sociali. Si è infatti appena conclusa la riunione in teleconferenza con il Ministero del Lavoro alla presenza della sottosegretaria Puglisi, in cui Alitalia ha avanzato la richiesta di cassa integrazione per circa 4.000 unità, a partire dal 24 marzo prossimo. A darne notizia sono stati i sindacati che spiegano che “tale numero di cigs era già stato programmato da Alitalia prima che esplodesse l’emergenza Covid-19, in forte aumento rispetto alle 1.020 unità a rotazione in scadenza il 23 marzo prossimo, e nel corso della riunione non ha escluso la possibilità di chiedere un ulteriore aumento dei lavoratori interessati dalla procedura. Possibilità condizionata all’evolversi della situazione di crisi causata dalla pandemia sanitaria, e che questa volta coinvolgerebbe anche City Liner, finora tenuta fuori dalla procedura“.

Tutelare il personale di volo

In questo momento così grave per il Paese e per il trasporto aereo – dicono il segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale, Ivan Viglietti, della Uilt – la nostra priorità assoluta è tutelare i servizi per i cittadini, e l’occupazione e il reddito di tutti i lavoratori, di Alitalia così come di tutte le altre imprese del settore. Per questo abbiamo bisogno della certezza sine qua non di alcune condizioni, per entrare nel merito della trattativa cigs richiesta da Alitalia. Innanzitutto, il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo, di cui al momento non abbiamo contezza né del come né del quando avverrà e attendiamo la pubblicazione ufficiale del Decreto Cura Italia. L’altra condizione è che siano sbloccate le Cigs Alitalia di settembre e dicembre 2019, ancora non erogate per un intoppo burocratico insorto all’interno del Ministero del Lavoro. Senza queste due condizioni, per Uiltrasporti non sarà possibile valutare alcuna procedura di cassa integrazione“.

Compensazioni per danni subiti da Alitalia

Il decreto Cura Italia prevede anche misure per il trasporto aereo, come il riconoscimento di compensazioni per i danni subiti dalle imprese titolari di licenza di trasporto di passeggeri che esercitano oneri di servizio pubblico, l’incremento del fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e per la riconversione e riqualificazione del personale del settore, nonché la previsione della costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle finanze, ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta, in considerazione della situazione determinata dall’emergenza sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana S.p.a. e di Alitalia Cityliner S.p.a. entrambe in amministrazione straordinaria.

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