Aiuto Crescita Economica: le agevolazioni previste dall’ACE

Prima parte della guida dedicata all'Aiuto alla Crescita Economica: quali sono le agevolazioni previste dall'ACE

di Roberto Franchini, pubblicato il
Prima parte della guida dedicata all'Aiuto alla Crescita Economica: quali sono le agevolazioni previste dall'ACE

L’art. 1 del decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha introdotto una  norma nel nostro ordinamento che vuole essere una misura finalizzata al riequilibrio fiscale delle forme di finanziamento delle imprese. La norma, nel prendere atto dello squilibrio tuttora esistente fra un finanziamento con capitale di debito e con capitale proprio, introduce un beneficio che si sostanzia in una deduzione dal reddito imponibile del rendimento figurativo degli apporti di capitale. Tale norma è denominata ACE.

Agevolazioni Ace

L’ACE, è un acronimo che di fatto vuol dire: Aiuto alla Crescita Economica, con effetto dal 2011 e, quindi, applicabile già in Unico 2012. La finalità della norma è chiaramente espressa nella relazione illustrativa del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 14 marzo 2012, di attuazione della nuova disciplina, in cui si legge:

l’obiettivo perseguito con l’ACE, tenendo conto delle esigenze di rafforzamento dell’apparato produttivo del sistema Paese, è quello di incentivare la capitalizzazione delle imprese mediante una riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio. Si tratta di una misura di riequilibrio, nel senso che l’ACE intende migliorare il trattamento di sfavore del capitale di rischio rispetto al capitale di terzi”. Quindi è un incentivo, di natura fiscale, riservato ai soli titolari di reddito di impresa, al fine di rilanciare lo sviluppo economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita, agevolando le imprese che rafforzano la propria struttura patrimoniale mediante una riduzione della imposizione sui redditi. Il comma 9 dell’art. 1 del decreto legge n. 201/2011 prevede l’applicazione delle nuove norme a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2011.

In pratica, per i soggetti con periodo d’imposta corrispondente all’anno solare, la nuova agevolazione può essere fruita già in sede di Unico 2012 sulla base degli incrementi di capitale proprio che si sono formati durante l’anno 2011.

Per quanto riguarda, invece, i soggetti con periodo d’imposta diverso dall’anno solare, questi potranno fruire dell’agevolazione solo in occasione della chiusura del periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011.

Come previsto dal comma 1 dell’art. 1 del decreto legge n. 201/2011, l’agevolazione spetta alle “imprese” in genere.

In particolare, l’agevolazione spetta ai seguenti soggetti:

  • Art. 73, comma 1, lett. a) TUIR società per azioni, in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative, di mutua assicurazione (Art. 1, comma 1, D.L 201/2011)
  • Art. 73, comma 1, lett. b) TUIR enti pubblici e privati, inclusi trust e consorzi, residenti nel territorio dello Stato, aventi per oggetto principale o esclusivo l’esercizio di una attività commerciale (Art. 1, comma 1, D.L 201/2011)
  • Art. 73, comma 1, lett. d) TUIR società e enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato (unicamente per le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato) (Art. 1, comma 1, D.L 201/2011)
  • persone fisiche, società in nome collettivo e società in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria (Art. 1, comma 7, D.L 201/2011)

 

Per quanto riguarda le società, non è prevista alcuna preclusione per le società di comodo di cui all’art. 30, comma 1, della legge n. 724/94, le quali potranno, quindi, beneficiare dell’agevolazione tenendo conto della particolare disciplina a loro applicabile (in pratica, la deduzione dovrà essere scomputata sul reddito minimo presunto determinato sulla base dei coefficienti previsti dalla legge).

Per quanto riguarda, infine, i soggetti IRPEF, il riferimento al regime di contabilità ordinaria deve intendersi fatto sia al regime naturale che al regime per opzione.

Relativamente alle modalità per accedere all’agevolazione, fortunatamente, non sono previste formalità particolari per cui, diversamente da quanto richiesto in passato per beneficiare della DIT dalla circolare n. 76/ E/98, non sussiste alcuna opzione “irrevocabile”.

L’art. 1 del decreto legge n. 201/2011 non prevede alcuna specifica esclusione; ciononostante, per effetto dei richiami fatti all’art. 73 del TUIR, sono esclusi dall’agevolazione gli enti non commerciali anche se effettuano attività commerciale, in quanto disciplinati dalla lett. c) del comma 1 dell’art. 73 non specificatamente richiamata.

Inoltre, analogamente a quanto previsto in passato per altre tipologie di agevolazioni, l’art. 9 del D.M. 14 marzo 2012 ha escluso l’applicabilità dell’ACE da parte delle società:

  • assoggettate alla procedura di fallimento dall’inizio dell’esercizio in cui interviene la dichiarazione di fallimento,
  • assoggettate alla procedura di liquidazione coatta dall’inizio dell’esercizio in cui interviene il provvedimento che la ordina,
  • assoggettate alle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi dall’inizio dell’esercizio in cui interviene il decreto che ne dichiara l’apertura.

Per tali società, infatti, le differenti procedure richiamate dalla norma non sono affatto finalizzate alla continuazione dell’esercizio dell’attività d’impresa e, pertanto, risultano estranee alle finalità dell’agevolazione.

Sono altresì escluse le imprese marittime che hanno esercitato l’opzione di cui all’art 155 del TUIR; per queste ultime, scatta l’inibizione dal periodo d’imposta in cui è verificata la prevalenza dei ricavi dell’attività che fornisce la possibilità dell’opzione.

 

Come funziona l’agevolazione

L’agevolazione consiste in una deduzione dal reddito complessivo del rendimento nozionale dell’incremento del capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura dell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2010.

In pratica, facendo riferimento ad un soggetto con esercizio coincidente con l’anno solare, si dovranno affrontare i seguenti passaggi logici e temporali:

  • determinare il capitale proprio alla data del 31 dicembre 2010,
  • determinare l’incremento del capitale proprio alla data del 31 dicembre 2011,
  • applicare all’incremento del capitale proprio il rendimento nozionale (3% per il 2011),
  • l’importo così determinato potrà essere dedotto nella dichiarazione dei redditi fino a concorrenza del reddito complessivo,
  • l’eccedenza di agevolazione non dedotta in un esercizio potrà essere dedotta negli esercizi successivi, senza alcun limite temporale.

Questo procedimento dovrà essere effettuato tutti gli anni in cui si intende fruire dell’agevolazione.

Per quanto riguarda le società di capitali, nel modello Unico SC 2012 sono stati inseriti sia un apposito prospetto per il calcolo della deduzione maturata,sia un apposito rigo per effettuare concretamente la deduzione dal reddito complessivo netto.

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Argomenti: Aziende e Società