Airbnb e Homeaway contro la tassa sugli affitti turistici: sarà l’ennesimo flop?

Doveva entrare in vigore ieri, con il primo versamento, l'obbligo per gli intermediari di trattenere le imposte dai proprietari che affittano ma per Airbnb è tecnicamente impossibile.

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Doveva entrare in vigore ieri, con il primo versamento, l'obbligo per gli intermediari di trattenere le imposte dai proprietari che affittano ma per Airbnb è tecnicamente impossibile.

Doveva partire ieri la norma che prevede la tassa Airbnb, ovvero l’obbligo per gli intermediari degli affitti brevi e turistici di trattenere dai proprietari delle case affittate le imposte dovute, ma questo debutto rischia di trasformarsi nell’ennesimo flop.

Airnbn, in una nota firmata anche dal sito Homeaway e dall’associazione degli agenti immobiliari Fiaip, afferma che ci si trova nell’impossibilità di adeguarsi alla norma.  “Lo Stato si è riservato due anni per ideare e introdurre la cedolare secca e ora pretende che ci adeguiamo in un fine settimana” si legge nella nota.

La nuova legge, contenuta nella manovra bis, doveva scattare da giugno con i primi tributi dovuti all’Erario di ieri. Il codice tributo, però, è stato reso noto soltanto due settimane fa e il regolamento dell’Agenzia delle Entrate giovedì scorso, ad un giorno lavorativo dalla scadenza, quindi.

“Il legislatore vorrebbe che dedicassimo migliaia di ore di sviluppo per modificare portali attivi e operanti, che informassimo centinaia di migliaia di proprietari nel corso di un fine settimana” si legge nella nota congiunta dei tre soggetti, contestando, tra l’altro, l’obbligo di dotare i soggetti con sede all’estero di un rappresentante fiscale in Italia. L’intervento è stato giudicato frettoloso e anche l’Agenzia delle Entrate ha ammesso che i tempi sono realmente stretti, al punto di essere disposta a chiudere un occhio, per questa prima tranche, sui ritardi delle prime settimane e sulle relative sanzioni (che ricordiamo ammontano al 20% dell’omessa trattenuta).

Airbnb e gli altri soggetti firmatari, però, non contestano soltanto la scadenza, ma l’intera legge poiché Il governo si era impegnato a delegare l’Agenzia delle Entrate a dare attuazione alle norme tramite accordi con le piattaforme, cosa che fin qui non è avvenuta.

Confidiamo che si possa aprire un confronto serio caso per caso”. Al momento, quindi, sembra che gli intermediari in questione non hanno nessuna intenzione di raccogliere la tassa dai proprietari per girarla al Fisco.

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