Aggio Equitalia illegittimo: sconto del 3% sulle cartelle di pagamento

Il compenso ad Equitalia va pagato dallo Stato e non dal cittadino: ecco il perchè dello sconto sulle cartelle esattoriali.

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Il compenso ad Equitalia va pagato dallo Stato e non dal cittadino: ecco il perchè dello sconto sulle cartelle esattoriali.

Una recente sentenza della Commissione Tributaria di Treviso, la numero 325 del 12 settembre 2016,  ha stabilito che la percentuale di pagamento di una cartella esattoriale da versare come compenso ad Equitalia, il cosiddetto aggio,  è un aiuto dello Stato ad un’azienda e proprio per questo motivo vietato dalla Comunità Europea.

Proprio in base a questa sentenza, ed altre che sono precedute, queste somme non sono dovute: la cartella di pagamento, quindi, va decurtato del 3% in caso di pagamento entro 60 giorni, e del 6% per i pagamenti successivi.

Non è la prima volta che viene messa in dubbio la legalità degli oneri di riscossione di Equitalia poichè tali importi sono contrari al diritto comunitario. Ma aspettando che la questione venga definita dai giudici il contribuente come deve comportarsi? Per ogni singola cartella il contribuente può ricorrere al giudice di pace per chedere la decurtazione dell’aggio dal totale da pagare. La Cartella, quindi, non viene considerata nulla ma solo scontata della cifra illegittima richiesta.

Dal 1 gennaio 2016 l’aggio è stato sostituito dagli oneri di riscossione, importi dovuti per il buon funzionamento nazionale della riscossione dei tributi. Tali importi non finiscono nella casse dell’Erario ma in quelle di Equitalia, che è un’azienda privata, che in questo modo realizza un utile. Il compenso ad Equitalia, per la riscossione dei tributi, però, dovrebbe essere versato dallo Stato e non dal cittadino poichè il servizio favorisce lo Stato e non il contribuente.

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