Agevolazioni Imprese: deduzione Irap nel Decreto Salva Italia

Il Decreto Salva Italia stabilisce gli gli Ace facciano la loro comparsa a partire dal modello unico 2012

di Alessandra M., redazione Investireoggi.it, pubblicato il
Il Decreto Salva Italia stabilisce gli gli Ace facciano la loro comparsa a partire dal modello unico 2012

L’art. 2 del Dl 201 del 2011 convertito nella legge 214 2011 introduce alcune agevolazioni per le imprese sia in materia irpef che in materia irap.

 

DEDUZIONE IRAP: QUANDO E’ POSSIBILE

In particolare il decreto stabilisce che a partire dall’anno di posta 2012 sarà possibile dedurre dal reddito d’impresa o di lavoro autonomo l’irap che è stata pagata nell’anno e che è riferita alla quota imponibile del costo del personale dipendente ed assimilato al netto delle deduzioni previste dal decreto legislativo 446 del 1997. In sostanza i beneficiari dell’agevolazione sono:

  • Società di capitali ed enti commerciali;
  • Società di persone ed imprese individuali;
  • Esercenti arti e professioni, sia effettuate in forma individuale che associata;
  • Banche, società finanziarie, imprese di assicurazione.

In sostanza i soggetti interessati sono quelli che determinano l’irap da versare come differenza algebrica tra componenti positivi e componenti negativi del valore della produzione. Pertanto sarà possibile dedurre interamente dall’irpef l’irap pagata sul costo del lavoro, e non solo nel limite del 10 per cento come disposto  dalla legge 2 del 2009. Tale limite rimarrà in vigore solo per quelle imprese che non hanno costi per il personale dipendente ma pagano degli interessi passivi.

Inoltre per effetto delle nuove disposizioni vengono previsti sensibili aumenti delle deduzioni ai fini Irap, in relazione ai contratti di lavoro che interessano le lavoratrici dipendenti e giovani sotto i 35 anni con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Pertanto rispetto all’attuale deduzione forfettaria fruibile ( pari a 9,200 euro per le regioni Puglia, Abruzzo, Sicilia, Basilicata, Campania, Molise, Sardegna, Calabria, e di 4.200 euro per le restanti regioni) le nuove misure prevedono l’incremento:

  • Dai 4.600 euro previsti ai 10.600 euro  se il dipendente è di sesso femminile o se di età inferiore ai 35 anni;
  • Da 9.200 euro a 15.200 euro  se il dipendente oltre ad essere di sesso femminile o sotto i 35 anni è impiegato anche in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna).
 

ACE PER LE IMPRESE

Gli Ace, aiuti alla crescita economia, faranno la loro comparsa già a partire dal modello unico 2012. Grazie a tale norma le società che hanno effettuato incrementi di capitale entro il 31 dicembre 2011 possono usufruire dell’incentivo già quando effettueranno il versamento delle imposte sui redditi nel 2012. In sostanza diviene possibile dedurre dal reddito di impresa il rendimento teorico del capitale proprio. Pertanto i conferimenti in denaro o il reinvestimento di utili viene molto agevolato in modo tale da incrementare la percentuale di capitale proprio rispetto al capitale di debito. I beneficiari di tale disposizione sono:

  • Società per azioni e società a responsabilità limitata;
  • Società in accomandita, società cooperative,  di mutua assicurazione;
  • Enti pubblici e privati avente come oggetto principale od esclusivo l’attività commerciale;
  • Società in nome collettivo, imprese individuali.

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di un rendimento calcolato con una determinata percentuale che incorpora il rischio relativo all’impresa. Il rendimento per i primi tre anni di applicazione della norma e pari al 3 %, e genera una deduzione dell’imponibile Ires o irpef valida nell’anno in cui si effettua l’aumento  ed in ciascun esercizio successivo sino a quando il patrimonio non diminuisce  a seguito di assegnazione o rimborsi ai soci. Considerando un’aliquota ires del 27,5 per cento il risparmio effettivo è pari allo 0,825 per cento per ogni incremento patrimoniale.

 

LE OPERAZIONI AFFRANCABILI

Con l’introduzione del decreto Salva Italia diviene possibile affrancare il maggior valore delle partecipazioni di controllo iscritte in bilancio a seguito di operazione straordinaria o traslativa. La norma riguarda i soggetti facenti parte di un gruppo che hanno iscritto nel bilancio consolidato  voci a titolo di avviamento, marchi di impresa ed attività immateriali. L’art. 20 prevede infatti:

  • La possibilità di effettuare l’affrancamento anche per operazioni fatte nel periodo in corso al 31 dicembre 2010 e quelli precedenti;
  • Il versamento dell’imposta sostitutiva del 16 per cento in tre rate distinte di apri importo
 

LE AGEVOLAZIONI IN MATERIA DI TRASPARENZA

L’art. 10 del decreto salva Italia verrà applicato a partire dal 2013. Le condizioni previsti per fruire delle agevolazioni sono:

  • Trasmettere in modalità telematica all’agenzia i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute oltre ad acquisti e cessioni non soggetti a fattura;
  • Istituire un conto corrente dedicato esclusivamente all’attività professionale e imprenditoriale.

I benefici per chi effettua gli adempimenti sopra previsti sono:

  • Semplificazione degli adempimenti amministrativi;
  • Assistenza fiscale da parte dell’agenzia;
  • Accelerazione del rimborso o  della compensazione dei crediti Iva;
  • Esenzione dagli accertamenti analitici – induttivi fatti dall’agenzia sulla base di presunzione semplici;
  • Riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’invio degli atti di accertamento ( salvo che non siano state effettuate fattispecie penalmente rilevanti che comportano l’obbligo della denuncia);
  • Possibilità di effettuare l’accertamento sintetico a condizione che il reddito accertabile si discosti di almeno un terzo dal reddito dichiarato, in luogo di un quinto ( tale disposizione riguarda i soggetti ai quelli vengono applicati gli studi di settore e che sono congrui e coerenti).

I contribuenti dovranno effettuare l’invio in modalità telematica sia in modo autonomo che attraverso un intermediario abilitato. Se non viene effettuato l’invio il contribuente sarà soggetto alla revoca del regime oltre che ad una sanzione che va dai 1500 ai 4 mila euro.

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Argomenti: Aziende e Società