Agenzie di rating e il risarcimento dei danni

La giurisdizione competente per la richiesta di risarcimento dei danni derivanti da un’errata valutazione deve essere individuata guardando al luogo di acquisto dei titoli oggetto della vertenza, prescindendo dal luogo in cui si trova l’agenzia di rating o in cui sono depositati i titoli.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
La giurisdizione competente per la richiesta di risarcimento dei danni derivanti da un’errata  valutazione deve essere individuata guardando al luogo di acquisto dei titoli oggetto della vertenza, prescindendo dal luogo in cui si trova l’agenzia di rating o in cui sono depositati i titoli.

Declassamento, downgrade, default. Sono questi e tanti altri i termini usati dalle agenzie di rating che mai come in questo momento di grave difficoltà economica internazionale possono decidere sul destino di un intera nazione.

Se qualcuno punta il dito ammettendo che tali agenzie devono essere sottovalutate e chi pensa all’istituzione di un’agenzia di rating europea, ad oggi nel nostro Paese si segnala un’importante sentenza della Corte di Cassazione, sezioni unite civili, la n. 8076 del 22 maggio scorso in merito ai danni causati da errate valutazioni di agenzie di rating e alla giurisdizione competente.

 

La vicenda

Il caso ha origine nel gennaio 2007, quando una srl e due società cooperative italiane acquistarono diversi titoli azionari, presso un intermediario londinese, di una società denominata Cookson.

L’acquisto dei suddetti titoli è avvenuto  sulla base della valutazione di rischio eseguita da due agenzie di rating.

Solo successivamente però si scoprì che la valutazione effettuata dalle suddette agenzie era totalmente sbagliata e nonostante ciò le agenzie tardarono a declassare i titoli, (i primi declassamenti avvennero solamente tra agosto e dicembre 2007) che nel luglio 2007 avevano un valore di mercato che non superava il 20% di quello iniziale.

Le società e i loro team di difensori promossero così un’azione legale per ottenere il risarcimento dai danni provocati dalla condotta tenuta dalle società di rating, richiedendo anche il risarcimento del danno patrimoniale subito in seguito all’acquisto e al successivo declassamento dei titoli acquistati.

 

Il danno causato alla società

Nella promozione dell’azione risarcitoria, tali società avevano richiesto che venisse dichiarata la competenza della magistratura italiana, in base all’art. 5, n.3 del Reg. CE n.44/2001 che, in materia di illeciti civili dolosi o colposi, prevede che competente è la giurisdizione del giudice del luogo in cui è avvenuto il danno.

Il danno in tal caso era costituito dall’aver effettuato l’investimento nel luogo in cui i titoli sono stati registrati in favore dei titolari, risultato poi, sin dall’origine, sprovvisto di valore.

Tale danno, secondo l’accusa, significava perdita di valore dei titoli e mancata vendita degli stessi, e si sarebbe verificato in Italia, dove i titoli erano collocati.

 

Il giudizio della Cassazione

Nella sentenza dell’11 maggio scorso la Suprema Corte di Cassazione si è accordata con quanto previsto all’art. 5 n. 3 del Regolamento CE n.44/2001, che stabilisce il criterio di collegamento per l’individuazione della giurisdizione in materia di illeciti civili, dolosi o colposi, nel luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire.

Ma secondo gli Ermellini tale principio “deve essere interprato nel senso che per tale luogo deve intendersi quello in cui è avvenuta la lesione del diritto della vittima, senza aver riguardo al luogo dove si sono verificate o potranno verificarsi le conseguenze future di tale lesione”.

Secondo la Cassazione in sostanza, non ha rilievo né il luogo in cui ha sede la banca depositaria dei titoli stessi, né quello in cui il rating è emesso.

Sulla base di ciò  è stato dichiarato il difetto di giurisdizione italiano, con la conseguenza che spetta ai giudici inglesi valutare l’istanza per il risarcimento dei danni subiti.

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi