Agenzia delle Entrate, Ruffini: controlli e notifiche in 2 tempi diversi?

8,5 milioni di atti saranno notificati a giugno a imprese già colpite dal lockdown. AdE studia possibilità di effettuare controlli e notifiche in tempi diversi.

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rottamazione 2021

A giugno riprenderà la notifica di atti ai contribuenti. Sono circa 8,5 milioni di missive, fra cartelle di pagamento, avvisi e atti di riscossione sospesi che l’Agenzia delle Entrate si appresta a evadere.

Una vera e propria montagna di carte che sommergerà le imprese, già colpite dal lockdown, e che rischia di bloccare definitivamente l’attività di quelle rimaste maggiormente colpite dalla crisi. Il fisco, in questo caso, a detta dei commercialisti, si dimostra un nemico della ripresa economica del Paese.

Agenzia delle Entrate dalla parte del contribuente

Con la discesa dei contagi l’emergenza è divenuta economica. Oltre al vaccino per la tutela della salute pubblica che tutti stiamo cercando, il vero antivirus per il sistema Paese è salvaguardare la ripresa dell’economia e del lavoro. E certamente l’Agenzia non può e non vuole mettersi di traverso ma anzi essere volano. Non può essere e non sarà mai un ostacolo alla ripresa economica del Paese“. Lo ha detto il direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, in un’intervista al Sole 24 ore  spiegando che “l’attività di lavorazione di 30 milioni di atti è ordinaria, altro tema è se si debba o meno spostare in avanti tutta l’attività di conoscenza ai contribuenti. Attenzione, spostamento in avanti che non riguarderà certo le frodi, che sono una piccola parte degli 8,5 milioni di accertamenti. Anche così si tutela la collettività e il buon andamento di ripresa dell’attività economica del Paese“, ha precisato.

Controlli e notifiche in 2 tempi diversi

Quanto alle critiche sollevate per quella norma cancellata dal Senato e che avrebbe determinato un vantaggio per l’Agenzia grazie proprio a un periodo temporale più ampio per svolgere la sua attività, “nessun vantaggio – ha messo in evidenza Ruffini- La proroga biennale era una norma approvata che aveva una chiave risolutiva. È stata criticata, ci sono altre possibilità di intervento. Si possono rinviare i termini, sospenderli o interromperli. Tutte ipotesi all’esame del governo“. “L’Agenzia –ha proseguito– è assolutamente disponibile a un’ipotesi di perimetrare l’attività entro il 2020 per poi portarla a conoscenza in un secondo momento. Può essere un’ipotesi. Le strade sono tante, molto delicate, non spetta a me parteggiare per una o per l’altra“. Separare in due tempi, anche distanti tra loro, il momento del controllo da quello del recupero sarebbe una misura mai adottata e straordinaria, ma “le regole ordinarie per il 2020 forse vanno ripensate. Lo stesso ministro Gualtieri ha ribadito con lucidità la necessità della riforma fiscale. Nei libri di storia il 2020 dividerà il mondo in Ante Coronavirus e Post Coronavirus.

Evitare il blackout delle aziende

In sostanza, come sostiene l’Ocse, occorre agire e giocare fuori dagli schemi e trovare soluzioni diversamente da come le avremmo individuate in un altro momento. Dobbiamo evitare che i dipendenti di Agenzia che svolgono un servizio fondamentale, debbano andare a notificare atti, magari andando proprio a consegnare un provvedimento “punitivo” a chi torna a rialzare la saracinesca dopo la crisi. Dobbiamo evitare il rischio di passare dal lockdown al blackout causato proprio dall’Agenzia -ha sottolineato- Ferma restando la correttezza di tutta l’attività di recuperare risorse per la collettività, bisogna individuare qual è il tempo per ogni cosa“.

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