Affitto casa studenti fuori sede, quale contratto conviene e quando si può fare il transitorio

Regole affitto casa studenti, quale contratto si può far stipulare. Cosa sapere sul contratto transitorio: tasse e requisiti.

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Regole affitto casa studenti, quale contratto si può far stipulare. Cosa sapere sul contratto transitorio: tasse e requisiti.

A settembre si torna all’università: sono tantissimi gli studenti fuori sede a cercare annunci di appartamenti o stanze in affitto, soprattutto in città come Milano, Roma, Bologna, Firenze, Perugia etc. E, vista la crisi e le tasse sulla seconda casa, sono anche numerosi i proprietari di casa che per la prima volta considerano di affittare per uso investimento. Molti non sanno come muoversi e ci hanno scritto in merito al tipo di contratto da fare agli studenti.

Un interesse che può anche rappresentare un segnale positivo contro le locazioni in nero. Ma come affittare casa ad uno studente in regola?

Affitto studenti: quando si può fare il contratto transitorio

La Legge n.431 del 1998 ha introdotto il contratto transitorio proprio pensando agli studenti fuori sede. Questa forma contrattuale prevede condizioni fiscali vantaggiose a fronte di un canone concordato sulla base degli accordi tra organizzazioni sindacali, università e associazioni degli studenti validi territorialmente. Da un lato, quindi, il proprietario si impegna a mantenere il canone di locazione più basso rispetto alla media e a non aumentare l’affitto per tutta la durata del contratto, dall’altra ha diritto a tasse ridotte (cedolare secca al 10%). Ma agevolazioni fiscali sono previste anche per gli studenti fuori sede (o per i genitori che li mantengono a carico): questi hanno infatti la possibilità di portare in detrazione il 19% dell’importo sostenuto per il canone d’affitto entro il limite massimo di 2.633 euro.

La durata varia da un minimo di sei mesi ad un massimo di 36 ma è ammesso un rinnovo automatico per lo stesso periodo alla prima scadenza.
Ecco di seguito a quali requisiti e condizioni è possibile stipulare un contratto transitorio:
• lo studente deve risultare residente in un Comune diverso rispetto a quello in cui il proprietario possiede l’immobile in affitto (deve trattarsi quindi a tutti gli effetti di studente fuori sede);
• la residenza dello studente (locatario) dovrà essere specificata espressamente nel contratto di locazione transitorio;
• il Comune in cui si trova l’immobile dovrà essere sede di un’università o sedi distaccate.


Ne consegue che lo studente non deve trasferire la residenza nel Comune in cui studia.

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