Affitti in nero: gli inquilini che denunciano il proprietario rischiano lo sfratto

Affitti in nero: altro che denuncia! Ora gli inquilini rischiano di pagare gli arretrati o lo sfratto: ecco perché

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Affitti in nero: altro che denuncia! Ora gli inquilini rischiano di pagare gli arretrati o lo sfratto: ecco perché

Nuova sentenza shock sul piano casa: novità importanti sugli affitti in nero che rischiano di penalizzare non poco gli inquilini che avevano sperato di usufruire, dopo la denuncia del proprietario di casa, del canone minimo. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del piano casa che prorogava, fino al 2016, le conseguenze di una precedente sentenza sui contratti di locazione non registrati. A ben vedere quindi non si tratta di una novità assoluta e anzi questa è solo l’ultima punta di un iceberg. Vi avevamo infatti già spiegato le conseguenze della sentenza che, lo scorso anno, aveva portato a dichiarare l’illegittimità della legge del 2011 per eccesso di delega. Quest’ultima appunto, come noto, prevedeva, per gli inquilini che denunciassero affitti in nero, la possibilità di trasformazione della locazione in contratti di 4+4 anni a canone minimo. Ora la conferma: una nuova sentenza della Corte Costituzionale, in linea con la precedente e coerentemente a questa, dichiara incostituzionale anche la norma del Piano Casa che aveva prorogato gli effetti della precedente sentenza fino al 2016.   In altre parole già dallo scorso anno tutti gli inquilini che, forti dello scudo offerto loro dalla legge a loro tutela, avevano denunciato gli affitti in nero e goduto di un contratto a canone minimo, erano di fatto a rischio di procedimento di sfratto per occupazione abusiva (procedura ordinaria) e di richieste di pagamento per arretrati non versati sui canoni dal 2011 al 2014. Il piano casa era intervenuto proprio per concedere un po’ di tempo. L’ultima sentenza in ordine cronologico ha dato ancora una volta ragione ai proprietari: la Consulta infatti ha dichiarato illegittima la proroga degli effetti di una pronuncia di costituzionalità. Questi ultimi si concretizzano già dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza e non sono ammesse sanatorie. Gli inquilini che nell’ultimo biennio hanno pagato il canone minimo quindi ora riceveranno verosimilmente decreti ingiuntivi per tutti gli arretrati dei canoni di affitto, corrispondenti alla differenza tra quanto avevano concordato “in nero” inizialmente con il locatore e quanto poi hanno effettivamente pagato per la copertura della legge del 2011 (ovvero il triplo della rendita catastale). La sentenza che ha dichiarato incostituzionale l’art. 5 comma 1-ter del d.l. n. 47/2014 bocciando l’estensione dell’efficacia della sanatoria fino al 31 dicembre 2015 è la n. 169/2015

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Argomenti: Contratti di locazione

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